Focus – Scatta l’obbligo del POS, per tutti, anche per un caffè. Prossimo il vincolo della fatturazione elettronica

Sara Pacitto
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La misura sarebbe dovuta scattare il 1° gennaio 2023; anticipato di 6 mesi, l’obbligo entrerà definitivamente in vigore il prossimo 30 giugno: chi non possiede il sistema POS presso la propria attività ha ancora 15 giorni di tempo per provvedere in tal senso.

Il POS, Point Of Sale, è un terminale che accetta ogni pagamento con bancomat, carte di credito o prepagate grazie ad un chip e banda magnetica. Dalla fine del mese in corso, l’obbligo di favorire il POS ai propri clienti riguarderà non solo commercianti ed attività di prestazioni ma sarà esteso anche alla categoria dei liberi professionisti e quanti vendono servizi, come i tassisti. La disposizione è stata introdotta dal decreto legge n.36, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 30 aprile. L’obbligo rientra nelle misure previste nel PNRR, Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, varate per ridurre l’uso del denaro contante. La sanzione in caso di mancanza ammonta a 30euro, a cui va aggiunto il 4% del valore della transazione rifiutata. Solo in caso di “impossibilità tecnica” si applicheranno le norme generali sulle sanzioni amministrative, con riferimento alle procedure ed ai termini, eccetto l’articolo 16 che disciplina il pagamento in forma ridotta. I commercianti e le categorie interessate dalla misura sono sul piede di guerra, le commissioni sono troppo alte. Intanto il governo ha disposto tre agevolazioni per chi ancora deve mettersi in regola: credito d’imposta sulle commissioni relative a pagamenti con POS; credito d’imposta per l’acquisto, il noleggio o l’utilizzo di POS collegati ai registratori di cassa; credito d’imposta per l’acquisto di sistemi evoluti di incasso, che contestualmente al pagamento consentono anche la memorizzazione e trasmissione telematica dei dati. Il d.l. 36 ha introdotto anche l’estensione, in vigore dal 1° luglio, dell’obbligo di fatturazione elettronica per le categorie dei contribuenti che rientrano nel regime di vantaggio, articolo 27 comma 1 e 2, Dl 98/2011, per i contribuenti in regime forfettario, articolo 1 comma da 54 a 89, legge 190/2014 e per i soggetti passivi, come le associazioni sportive dilettantistiche e gli enti del terzo settore, che hanno scelto il regime speciale ai fini Iva, articoli 1 e 2, legge 398/1991, e che nel periodo d’imposta dell’anno hanno registrato proventi fino 65mila euro. Sara Pacitto (foto da web)
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