Diverse regioni segnalano la mancata registrazione della guarigione al Covid dopo il ciclo vaccinale primario.
Praticamente ad alcune persone che si sono regolarmente sottoposte all’inoculazione del siero con prima e seconda dose, le quali hanno poi contratto il virus, il sistema non registra l’avvenuto contagio in sostituzione della terza dose “booster”. Migliaia di cittadini, in particolar modo gli over 50 appartenenti alle categorie professionali, primi tra tutti gli operatori sanitari e gli insegnanti, si sono visti recapitare la sospensione dal lavoro e le multe previste dall’obbligo vaccinale. La causa starebbe nell’algoritmo sull’allineamento usato dall’Agenzia delle Entrate e quello applicato dal Sistema Sanitario Nazionale nella gestione della campagna di immunizzazione: la malattia non viene riconosciuta come terza dose. Diverse regioni hanno chiesto chiarimenti al Ministero della Salute, che però tarda a rispondere. Si potrebbe decidere di non dare un valore giuridico e sanitario alla guarigione dall’infezione da Covid per cui tutti i soggetti che hanno contratto il virus dopo il ciclo primario potrebbero essere chiamati alla somministrazione di una ulteriore dose di vaccino che a tutti gli effetti si configurerebbe come “seconda booster”. Sara Pacitto
