Sono sei i casi di vaiolo delle scimmie accertati in Italia, sono tutti in buone condizioni, nessun allarme ma l’indagine epidemiologica prosegue.
Aumentano i casi accertati di pazienti italiani che hanno contratto il vaiolo delle scimmie, hanno tutti un legame con le Canarie. “Ho avuto notizia di un sesto caso di vaiolo da scimmie preso in carico dall’Istituto Spallanzani con un link di ritorno dalle Canarie. Attualmente sono quattro i ricoverati tutti in buone condizioni cliniche. Uno è seguito a domicilio. L’altro è il caso toscano. Prosegue l’indagine epidemiologica. Nessun allarme, ma il sistema di sorveglianza infettivologica è in stato di massima attenzione”. Così ha dichiarato Alessio D’Amato, assessore alla Sanità della Regione Lazio. L’epidemiologo Massimo Galli, professore di malattie infettive presso l’Università Statale di Milano ha affermato in questi giorni: “Non credo che siamo nelle condizioni di riproporre una vaccinazione di massa contro il vaiolo delle scimmie, perché una vaccinazione ha i suoi costi in termini di effetti collaterali, soprattutto trattandosi di un vaccino contro il vaiolo. Inoltre esiste un farmaco, anche se non ancora sperimentato in modo significativo sull’uomo, si tratta del tecovirimat ed è disponibile in quantitativi per ora modesti, ma sembra utile per tutti i tipi di vaiolo. Era stato studiato per essere usato in caso di attacchi di bioterrorismo con vaiolo e inibisce una proteina cruciale per il virus, la P37 e conservata al 98% in tutti i virus del vaiolo. Quindi non siamo messi così male”. Anna Ammanniti
