Processo Mollicone – L’interrogatorio di Marco Mottola, fermato dall’arma del delitto. Ora si rischia un nuovo silenzio della famiglia (VIDEO)

Angela Nicoletti
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Le domande inerenti la rottura della porta all’interno dell’alloggio hanno portato la difesa di Marco Mottola ad interrompere la testimonianza: “Non può ricevere contestazioni secondo codice non utilizzabili”, è stata la giustificazione degli avvocati . Il pubblico ministero Maria Carmen Fusco ha infatti più volte chiesto al trentanovenne, figlio dell’ex maresciallo nella caserma di Arce, chi avesse rotto la porta del bagno contro la quale, secondo le indagini la procura, avrebbe sbattuto la testa di Serena Morricone. Dopo 8 ore di testimonianza per l’uomo che oggi è stato l’assoluto protagonista del processo presso il Tribunale di Cassino senza mai fare smorfia, mai un gesto di insicurezza o una sbavatura, quando si è giunti alla presunta arma del delitto, vale a dire la porta della caserma dei Carabinieri di Arce, la testimonianza di Marco Mottola è stata bruscamente interrotta. Nel servizio le interviste di Angela Nicoletti nel servizio di Paolo Peticca per Tg24.info.

Marco Mottola ha riferito di non aver mai visto la porta rotta e che a danneggiarla sarebbe stato il padre Franco che l’ha poi sostituita con un’altra presente nell’appartamento. La dottoressa Maria Carmen Fusco ha, invece, letto in aula un verbale risalente al 28 marzo del 2008 nel quale Franco Mottola dichiara ai carabinieri dal magistrato che a rompere la porta sia stato il figlio Marco Marco durante uno scatto di ira. Un chiarimento che non è però stato gradito dalla difesa che ha deciso di interrompere la testimonianza di Marco Mottola, concludendo così una lunghissima giornata al tribunale di Cassino. La famiglia Mottola avrebbe dovuto presentarsi dinanzi la corte anche nelle prossime udienze (la prima venerdì prossimo ndr). La loro deposizione è ora in fase di decisione da parte dei loro avvocati, che potrebbero far tornare nel silenzio non solo Marco, ma anche i suoi genitori. Ang. Nic.
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