Le regole non scritte dello sport certe volte sono più importanti di quelle messe nere su bianco. Lo sono perchè insegnano ad essere donne e uomini leali, giusti e talvolta capaci anche di dare l’esempio. Non è un caso che sulle maglie della Champions League ci sia il “Respect Logo”, introdotto nel 2008 per promuovere il rispetto dentro e fuori dal campo. Un rispetto che coinvolgesse avversari, tecnici, dirigenti, arbitri e tifoserie, in modo che il calcio possa essere anche un esempio per i milioni di spettatori.
Così non è stato per un episodio che ci è stato segnalato. Durante una gara di calcio fra giovanissimi il portiere dell’Academy Lirinia viene travolto da un altro giocatore portando via la palla dalla sua mano. Lo scontro di gioco procura all’estremo difensore una frattura scomposta del setto nasale che gli comporta anche l’esclusione ad un importante torneo che si disputa a Pescara, in programma venerdì 20 e per il quale il portiere era stato convocato. Domani avrebbe dovuto presentarsi a Gubbio. Peccato davvero che non ci sia stata mai nessuna solidarietà da parte della squadra avversaria nei confronti del giovane infortunato e nemmeno un interessamento a fine gara per capire le sue condizioni. Il calcio, dovrebbe dare esempio di lealtà e rispetto. E invece, in questo caso così non è stato. Chi era presente alla gara ha notato un atteggiamento oppositivo dell’altra compagine che ha esultato nel vincere una gara giocata – considerato l’infortunio – in superiorità numerica. Tante volte si evidenzia il terzo tempo del rugby, quando a fine gara si è tutti amici. “La nostra cultura – racconta uno dei presenti alla gara – purtroppo tollera tali sgradevoli episodi, continuando così a fare passi indietro nella crescita dei nostri giovani”. L’intera compagine del Lirinia si unisce e abbraccia Filippo, unico vero eroe di questa gara. Uscito dal campo in lacrime per il dolore, unico a mantenere un atteggiamento degno di lode.
