Dopo la presentazione dei docenti e delle materie proposte, e superato il primo rodaggio, la Sala della ragione ha ospitato il primo step
La “Università delle Tre Età”, alla quale ha aderito il Comune di Anagni, vanta con orgoglio quello che i dirigenti definiscono “un vero e proprio laboratorio continuo, instancabile, entusiasta, di cultura, esperienza di vita e ponte nel dialogo fra le generazioni. Per suggellare l’incontro generazionale, alla presenza purtroppo di un pubblico troppo scarso, la colonna sonora è stata affidata al duo Donato Boschi/Massimiliano Frattale, chitarra e tastiere, che hanno eseguito alcuni brani molto conosciuti. Per rompere il ghiaccio, la canzone più eseguita al mondo, Blowin in the wind di Bob Dylan (1963). Della quale lo stesso Dylan ha confidato “l’ho scritta in dieci minuti, e non mi è mai piaciuta!”. Considerata la bandiera dei movimenti antiguerra e antiviolenza, Blowin in the wind pone e si pone una serie di domande mai risolte “Quante strade deve percorrere un uomo, prima di poter essere chiamato uomo? Quanti mari deve navigare una colomba bianca, prima di potersi riposare sulla sabbia? Quante morti ci vorranno per capire che troppe persone sono morte, che è inutile odiare?”. The answer, my friend, is blowin’ in the wind. The answer is blowin’ in the wind. La risposta, caro amico, è persa nel vento. Come la domanda sussurrata da Don Lorenzo, l’amatissimo vescovo presente e puntuale come sempre “perché a queste manifestazioni non viene mai nessuno?”. The answer is blowin’ in the wind. E.C.
