Frosinone – Affetta da Covid, casalinga chiede i danni alla Cina

Marina Mingarelli
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Nel Marzo del 2020 in piena pandemia la madre era morta a causa del Coronavirus. Lei stessa contagiata era stata intubata in un ospedale romano a causa di gravi complicazioni polmonari.

A causa di tale stato di cose lei, una casalinga di 60 anni residente a Frosinone tramite l’associazione dei consumatori Codacons ha intentato una azione legale nei confronti della Cina. La donna ha chiesto un risarcimento danni nei confronti della Repubblica Popolare cinese quantificato in 5000 euro. Secondo il Codacons il virus del Covid 19 sarebbe partito proprio dalla Cina che già da novembre del 2020, nonostante avesse intuito la gravità della situazione, avrebbe omesso di riferire le cose come stavano realmente. E proprio in questa ottica l’associazione dei consumatori mira ad accertare tramite il suo legale Giulia Rinaldi, eventuali responsabilità del governo cinese nella diffusione del coronavirus e nei ritardi delle comunicazioni alle autorità sanitarie internazionali. Nell’udienza che si è tenuta nel dicembre scorso, il Ministro della Giustizia cinese ha risposto al Codacons, sostenendo che questa azione di accertamento della verità sulle origini del Coronavirus “lede la sovranità e la sicurezza della Repubblica Cinese”. Appellandosi all’articolo 13 della Convenzione dell’Aia lo stato asiatico ha dunque respinto fermamente tale richiesta. Il giudice di Pace però è stato di diverso avviso e non ravvisando una violazione nel merito, ha stabilito che il procedimento penale andrà avanti anche se la Cina sarà contumace. La prossima udienza davanti al giudice di Pace è prevista per il 14 luglio. Mar.Ming.
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