Ferentino – “Il Centurione Ambrogio”: rappresentazione teatrale scenografica, da non perdere

Aldo Affinati
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“Il Centurione Ambrogio”, una rappresentazione teatrale di grande impatto scenografico, ambientata nella piazza centrale di Ferentino. Domani sera, 30 aprile 2022, alle ore 21, in piazza Giacomo Matteotti, l’associazione “Le StreNghe” porterà in scena lo spettacolo da non perdere. Esso narra il martirio di Sant’Ambrogio, patrono di Ferentino, usufruendo del testo che Salvatore Morosini, fratello del compianto don Giuseppe, scrisse nel 1930 senza essere portato mai in scena.

La rappresentazione avrà come interpreti gli allievi del laboratorio teatrale diretto da Cataldo Nalli, in collaborazione con la Pro loco di Ferentino e la partecipazione della Legio Alatrensis. Le musiche sono dirette dal maestro Donato Cedrone (partecipano anche il Quartetto d’archi Foldec e la corale polifonica San Silvestro Papa), la regia è di Cataldo Nalli. Anche quest’anno sono state posizionate grandi installazioni in punti strategici della città, che riproducono le scene e i momenti storici più significativi delle celebrazioni in onore del patrono, a partire dagli anni immediatamente successivi al secondo conflitto mondiale e fino ai nostri giorni. Un percorso virtuale che testimonia il profondo sentimento e l’inossidabile legame della città di Ferentino al suo Sant’Ambrogio. “Anche se non possiamo ancora tornare alla tradizionale processione e ai fastosi festeggiamenti che ci hanno sempre visto tutti in presenza, è il commento del sindaco Antonio Pompeo e dell’assessore Angelica Schietroma – abbiamo voluto che fosse comunque simbolico e sentito il nostro tributo a Sant’Ambrogio. Per tutta la città l’appuntamento del Primo Maggio è una tappa irrinunciabile, che riunisce l’intera comunità e alimenta, anno dopo anno, un sentimento sempre più forte e coinvolgente. Nonostante le limitazioni, che la responsabilità e la precauzione nei confronti del virus ancora diffuso nel nostro territorio impongono, siamo certi che riusciremo ad esprimere il nostro immutato attaccamento e tutta la nostra devozione nei confronti del nostro Patrono”. a.a.
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