Anagni – Centro Storico brutalizzato, SOS dai residenti della Contrada Cellere

Ettore Cesaritti
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Dall’acciottolato dei vicoli ricoperto dal vomito, ai decibel sparati dalle casse a batteria lungo Corso Vittorio, si susseguono le segnalazioni dei residenti infuriati.

“Non è ancora iniziata la bella stagione, e già non si sopravvive; se non si interviene per tempo, ci faremo giustizia da soli!”. Un commento esagerato, certamente non rispondente alle reali intenzioni, ma comunque un segnale che merita di essere raccolto. Nei vicoli al di sopra del Corso principale si evita di uscire a godere la frescura per timore dei giovani che, nonostante la giovanissima età, danno segni evidenti dell’assunzione di alcool in quantità eccessiva. E pensare che grazie all’esistenza di ristorantini tipici ben curati e ben gestiti, e le facciate interessate da interventi di restauro, la zona potrebbe richiamare turisti e visitatori; ma, soprattutto, soddisfare chi scelga di viverci. La “terra di nessuno”, così come viene dipinta, risente degli effetti dovuti alla distribuzione e consumo di alcool e forse altro. La nomea che ad Anagni si possa bere impunemente richiama giovinastri dai paesi vicini, e se dal Palazzo ritengono che sia questo il segnale di vitalità e vivibilità, confondono l’oro con lo stagno. Il vantarsi della concessione gratuita del suolo pubblico dovrebbe corrispondere a più rigidi controlli, ma evidentemente l’obiettivo di fare numero resta primario, anche se assurdo e penalizzante oltre che offensivo per la città dei papi. E.C.
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