Enzo Visocchi, di Atina, operaio di una ditta di calcestruzzo con sede nella valle di Comino, avrebbe compiuto 62 anni ad ottobre: nel pomeriggio di ieri, poco dopo le 17:00, l’uomo è stato colto da un malore improvviso che gli ha stroncato la vita, sul colpo.
Enzo era alla guida di un’auto betoniera, transitava sulla SP131 nei pressi del plesso scolastico di Chiaiamari. Accusando il malessere, è riuscito a mantenere il controllo del mezzo: ha ridotto la velocità di marcia, con perspicacia e freddezza ha messo a folle ed ha accostato il veicolo a bordo strada, urtando prima alcuni palletti della recinzione di un’abitazione e poi un lampione dell’illuminazione pubblica. Chi è intervenuto nell’immediatezza per prestare soccorso è entrato nell’abitacolo del veicolo, ha girato le chiavi per spegnere il motore, ha calato il pover’uomo ed, in attesa che arrivassero gli operatori del 118, ha tentato in ogni modo di rianimarlo, insistendo, per strappare Enzo alla morte, non allontanandosi mai da lui, nemmeno quando ha capito che tutto era inutile. Una tragedia che ha sconvolto chi ha assistito, i passanti, i residenti. Sul posto anche i Carabinieri di Monte San Giovanni Campano, per i rilievi di rito. Negli ultimi secondi della sua vita Enzo Visocchi ha evitato che potesse succedere una tragedia più grande di quanto gli stesse accadendo: sembrerebbe un dettaglio ma chi lavora nel settore edile sa bene che un autobetoniera pesa oltre 300 quintali per cui, con la marcia ingranata, avrebbe continuato a camminare: il 61enne ha messo a folle ed ha accostato, scongiurando che in mezzo potesse investire i passanti, urtare i veicoli che transitavano in quel momento o peggio ancora scontrarsi contro il ponteggio del cantiere allestito proprio in quel tratto di strada, dove ancora stavano lavorando alcuni operai. Una eroica lucidità quella di Enzo che, nonostante si stesse sentendo male, ha evitato l’irrimediabile. D’altronde, chi lo conosceva, lo descrive come una persona buona, sensibile, sempre disponibile: la notizia del suo improvviso decesso ha rattristato l’intera comunità di Atina, i suoi colleghi operatori del settore edile. Tutti si stringono affettuosamente intorno alla famiglia, la moglie, le due figlie, i genitori, il fratello, le sorelle. Sara Pacitto
