Cassino – Liquami nel cortile di un palazzo Ater, il sindaco emette ordinanza

Angela Nicoletti
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Un’ordinanza che tutela i residenti di piazza Vigili del Fuoco a Cassino che da mesi sono costretti a vivere tra liquami e miasmi provenienti da una fogna mal funzionante.

Nel centro del cortile non fontane e fiori ma ‘puppu’ e ratti. Ad intervenire con un provvedimento d’urgenza è stato il sindaco Enzo Salera dopo il sopralluogo effettuato dalla Polizia Locale, diretta dal comandante Pasquale Pugliesi, e dagli ispettori dell’Ufficio igiene e profilassi dell’Asl. “Nel fabbricato sito in Piazza Vigili del Fuoco n. 2/C posto al piano 4 dove vive una famiglia è stata rilevata all’interno dei servizi igienici, in corrispondenza della colonna di scarico, la presenza di umidità, muffa e rigonfiamento dell’intonaco, nelle pertinenze esterne della palazzina, in corrispondenza di diversi tombini, vi sono rilevanti fuoriuscite di liquami, con la formazione di estese pozze ristagnanti e maleodoranti – scrive l’Asl -. Considerato che la presenza di detti liquami costituisce un grave inconveniente igienico-sanitario, un pericolo caduta per scivolamento sugli stessi a tutela della pubblica salute si chiede l’attuazione di tutti i provvedimenti necessari a eliminare immediatamente e comunque entro quarantotto ore gli inconvenienti riscontrati”. Una situazione insostenibile che ha indotto il sindaco Salera ad emettere l’ordinanza inviata al legale rappresentante dell’ATER di Frosinone e con la quale ordina “di provvedere ad horas eseguire i lavori necessari per eliminare in modo definitivo gli inconvenienti igienico sanitari rilevati nell’abitazione e nelle pertinenze del fabbricato dai Tecnici del distretto “D” dell’ASL di Frosinone ed in particolare: all’interno dei servizi igienici, in corrispondenza della colonna di scarico, la presenza di umidità, muffa e rigonfiamento dell’intonaco; nelle pertinenze esterne della palazzina, in corrispondenza di diversi tombini, vi sono rilevanti fuoriuscite di liquami, con la formazione di estese pozze stagnanti e maleodoranti”. Se l’Ater non prenderà provvedimenti entro breve tempo il primo cittadino, come scrive nell’ordinanza, procederà con una denuncia per “la violazione delle prescrizioni contenute nella presente ordinanza, per la parte in cui l’ordine è diretto a destinatari individuabili, comporta il loro deferimento all’A.G., per la violazione dell’articolo 650 c.p., con salvezza delle ulteriori previsioni della normativa vigente, in relazione agli altri reati ravvisabili come conseguenza indiretta della violazione”. Angela Nicoletti
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