Incendio al capannone di via Vona sull’Asse Attrezzato, c’è un condannato.
Si tratta di E.C. un imprenditore di 64 anni residente a Ferentino titolare della struttura che ospitava ben cinque aziende che sono andate letteralmente distrutte. L’uomo è stato condannato ad otto mesi di carcere per incendio colposo. L’imprenditore ha patteggiato la pena. Subito dopo l’incendio la procura della Repubblica di Frosinone, nella persona del sostituto procuratore Samuel Amari, sospettando l’ombra del racket aveva iniziato a seguire una pista casertana perchè il corto circuito era partito dalla ditta campana che produceva borse di pelle. Ma nel corso delle indagini si è scoperto che il capannone era totalmente sprovvisto del piano antincendio e soprattutto di un sistema idoneo a contenere le fiamme sia nel caso di una accensione accidentale che volontaria. All’epoca dei fatti, (stiamo parlando del novembre di tre anni fa) si sfiorò la strage. I costosi macchinari di proprietà dei titolari delle aziende. I lavori di spegnimento da parte dei vigili del fuoco del comando provinciale erano andati avanti per tanto tempo. Alla conta dei danni c’era da mettersi le mani ai capelli. I proprietari di quelle ditte avevano perso tutto il loro capitale. Sono le stesse persone che adesso si sono rivolte ai loro legali di fiducia per essere rappresentati nelle opportune sedi . Tutti si sono rimboccati le maniche per cercare di riuscire a rialzarsi, ma se c’è un responsabile è giusto che si assuma le propria responsabilità. Marina Mingarelli
