La guerra scoppiata in Ucraina sta seminando morte e terrore. L’invasione delle truppe russe, iniziata il 24 febbraio, ha ucciso bambini, donne e civili, distrutto palazzi, ospedali.

Le bombe russe fanno già contare migliaia di morti tra il popolo ucraino, non solo, il ministero della Difesa russo ha annunciato un paio di giorni fa che sono 498 i soldati deceduti, è noto però come “funzioni” da quelle parti l’informazione. Di fatti Kiev parla di oltre 5.800 vittime, oltre 2mila i civili uccisi.
Non esistono “validi” motivi che giustifichino le atrocità e la violenza di un conflitto, la guerra non porta mai alla vittoria, quando solo una vita spezzata è già una perdita. Aumentano a dismisura le storie drammatiche della guerra in Ucraina, case e città distrutte, famiglie separate, vite spezzate.
Per questa mattina la Russia aveva dichiarato una tregua: un corridoio umanitario e un cessate il fuoco dalle 10 ora di Mosca (le 8 in Italia) per l’uscita dei civili da Mariupol e Volnovakha, le città sotto assedio. Ma le truppe russe a quanto pare non avrebbero rispettato la tregua e avrebbero reso impossibile l’evacuazione dei civili.

Le autorità di Mariupol hanno fatto sapere che sono in corso negoziati con i russi per stabilire una nuova tregua in grado di garantire un corridoio umanitario sicuro. Per il momento, l’evacuazione dei civili è annullata.
Anna Ammanniti