Processo Mollicone – “I frammenti di legno compatibili con un ambiente interno”

Angela Nicoletti
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I frammenti di legno rinvenuti sul nastro adesivo e tra i capelli di Serena Mollicone sono compatibili al 90% con un ambiente interno. A riferire in aula, nel corso del processo in Corte d’Assise che si sta svolgendo nella seduta di oggi a Cassino, è stato il consulente tecnico Elena Pilli ascoltata dai pubblici ministeri Maria Beatrice Siravo e Maria Carmen Fusco. Queste le sue dichiarazioni.

“Per i campioni rinvenuti sui nastri repertati è stata osservata una sovrapposizione maggiore del 90% fra le sequenze ottenute dai campioni e delle dei campioni di confronto. Pertanto, si ritiene che le evidenze genetiche osservate forniscono un forte elemento di supporto all’ipotesi di riconducibilità delle tracce di origine vegetale rinvenute sui nastri repertati ai campioni di confronto prelevati dalla porzione della porta danneggiata”. Una perizia questa che andrebbe a supportare il castello accusatorio che ritiene che l’omicidio della studentessa di Arce sia avvenuto in caserma e quindi in un luogo interno. La botanica nominata dalla Procura di Cassino ha parlato dell’analisi di 23 frammenti: 5 attinenti alla porta sequestrata nell’alloggio in uso alla famiglia Mottola e situato all’interno della caserma e 18 rinvenuti sul nastro adesivo che avvolgeva il sacchetto infilato sulla testa della giovane donna uccisa nel giugno del 2001. L’udienza prosegue con la spiegazione delle perizie mentre poi sarà data parola agli avvocati della difesa per la contro replica. A. N.
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