(di Irene Mizzoni) Una valanga di critiche e proteste ha investito l’Amministrazione comunale di Sora che l’altro ieri ha pubblicato un bando per selezionare un nuovo direttore scientifico del museo cittadino. L’Ente cerca un archeologo, ma pensionato e che sia disposto a lavorare gratis. “Non abbiamo soldi” ha spiegato il vice sindaco del Pd aggiungendo in una nota che la scelta poggia sulla necessità di riaprire subito il museo per “rispondere alla vicina scadenza del bando per rientrare nel circuito dei musei della Regione Lazio in scadenza il 31 gennaio (e cercare finanziamenti in piena era PNRR) e avere in un anno il tempo e la copertura economica per fare un bando per un Direttore Scientifico retribuito”. In sostanza, un “pagherò” che però una Istituzione non può permettersi. Di fronte al bando sono balzati sulla sedia in molti. La notizia è finita sui quotidiani nazionali, è stata riportata dalle radio, dalle riviste di settore. I commenti di sdegno sui social sono a decine. Con questo atto, così strutturato, la Cultura a Sora è messa al bando e diventa dichiaratamente figlia di un dio minore.
Bisogna chiedere e chiedersi: ma voi, lavorereste gratis? E che destino hanno i tanti professionisti, giovani, che sono sul territorio? Perchè fare tanti sacrifici, studiando, se poi non c’è spazio? Ma soprattutto: che compito ha una Amministrazione per far progredire un paese? Un segnale brutto, quello che la politica non investe sui giovani, sulle professionalità, sulla Cultura. Non investe sulla creatività, sulla volontà. Non investe sul futuro, scegliendo un pensionato (senz’altro abilissimo) che lavora gratis. Questo stride con i messaggi continui che il gruppo di governo sorano lancia quasi quotidianamente dichiarandosi “giovane” e che intende investire sui giovani. Ma la questione vera, diventa un’altra: ad oggi non c’è alcun progetto sul futuro. Che visione ha questa Amministrazione? Il museo non è perno di niente nella concezione di sviluppo culturale della città, ma occorre soltanto per ottenere un finanziamento. Infatti, l’ennesima domanda è: per cosa sarà impiegato questo finanziamento? Il peccato originale è la mancanza di una visione che una classe dirigente dovrebbe produrre.
