Anagni – Disastro ambientale: al via il processo Marangoni, Comune costituito parte civile

Anna Ammanniti
4 MIn Lettura
(di Anna Ammanniti) Ieri mattina presso il Tribunale di Frosinone si è svolta la prima udienza del processo Marangoni. Il giudice ha accolto la costituzione di parte civile del Comune di Anagni, dell’associazione “Diritto alla Salute” e di altri cinque cittadini, che si aggiungono alle 28 parti civili, alcune di loro difese dall’avvocato Vittorina Teofilatto.

I vertici della società Marangoni erano stati a dicembre 2020 rinviati a giudizio per fatti risalenti al 2009. Si tratta dell’ex presidente del Cda della Marangoni Massimo Alessandri, di Mario Marangoni ex presidente del Cda dell’azienda, di Giorgio Italo La Manna consigliere delegato, di Gerardo Magale ex direttore, di Gian Luigi Carnevale ex direttore e di Luigi Pucinischi, ex responsabile tecnico della fabbrica. I sei sono accusati di disastro ambientale, omicidio colposo e lesioni personali gravissime. Il 25 marzo 2009 i cittadini residenti ad Anagni, nelle vicinanze dello stabilimento Marangoni, si svegliarono ricoperti di polvere nera. Nelle adiacenze dell’impianto di produzione di pneumatici si era verificato un incidente con fuoriuscita di particolato carbonioso, il “carbon-black”. La sostanza si era depositata su un’ampia area circostante, coinvolgendo abitazioni, attività agricole, zootecniche, commerciali e industriali. A seguito della fuoriuscita di carbon-black, l’allora commissario prefettizio del Comune di Anagni, Ernesto Raio con un’ordinanza vietò la raccolta e il consumo di ortaggi e frutta coltivati nei terreni insistenti l’inceneritore nel raggio di 500 metri. La ASL locale fece svolgere analisi su campioni animali e di foraggio, dalle quali risultò una grave contaminazione da PCB-diossinosimili e metalli pesanti. Il 24 aprile dello stesso anno ci fu un altro incidente, questa volta al termocombustore della Marangoni. Gli abitanti delle zone, in seguito agli incidenti, denunciarono di essersi ammalati col tempo di diverse patologie, inoltre tra il 2004 e il 2014 morirono 21 persone. Nel 2015 la Procura di Frosinone avviò un’indagine epidemiologica per accertare la presenza di alcune patologie tumorali fra i residenti della località “Quattro Strade”. In questi lunghi anni le parti civili sono andate avanti con fiducia, alcune di loro patrocinate dall’avv. Vittorina Teofilatto. Durante l’udienza di ieri è stata ascoltata la testimonianza di un maresciallo dei Carabinieri del Noe, Manuel Tagliaferri. Il maresciallo ha dichiarato di aver eseguito nel 2011 un sopralluogo con il personale Arpa, nel quale è stato rilevato che nell’impianto non veniva fatto il monitoraggio in continuo dell’acido cloridrico. L’azienda effettuata un monitoraggio quadrimestrale, ma ai sensi di legge, a quanto pare, il monitoraggio doveva essere effettuato in continuo, stabilito anche nell’autorizzazione dell’impianto. Il monitoraggio in continuo è previsto per l’acido cloridrico, trattandosi di una sostanza classificata come inquinante atmosferico, può essere dannosa per la salute umana. Essendo l’acido cloridrico altamente corrosivo può infatti intaccare gli organi e le vie respiratorie. La prossima udienza è prevista per il 21 marzo. Anna Ammanniti
Condividi questo articolo
Nessun commento