“Sono stato picchiato soltanto perché sono di colore”. Così ha riferito al suo avvocato di fiducia Antonio Ceccani il ragazzo di 20 anni proveniente dalla Guinea che il 22 dicembre scorso è stato massacrato di botte dal branco nel centro storico di Ferentino.
“Stavo passeggiando sotto i portici di piazza Matteotti in compagnia di un amico- ha raccontato il giovane- quando all’improvviso è spuntato un gruppo di persone. Una di queste mi ha chiamato “sporco negro” , gli altri continuavano a dirmi che me ne dovevo andare perché quelli come me nella loro terra non ci dovevano stare e dovevano ritornare nella propria nazione.” Il guineense dopo l’aggressione ha dovuto ricorrere alle cure dei medici del pronto soccorso dell’ospedale di Alatri. I sanitari hanno stilato una prognosi di cinque giorni. Grazie alla sua corporatura robusta è riuscito a sopportare numerosi pugni e calci che il branco gli ha sferrato su tutto il corpo. “Io non ho mai fatto del male a nessuno – ha proseguito il ventenne, mi guadagno da vivere facendo il lavoro di muratore e sono in regola con tutte le disposizioni di legge. Al momento sono in attesa che venga accolta la mia richiesta di asilo politico” . Intanto come già noto , i carabinieri sono riusciti ad identificare e denunciare a vario titolo per lesioni in concorso aggravate e discriminazione razziale, sei persone tutte incensurate tranne un 19enne. Nei confronti dei componenti del gruppo delinquenziale, è stata inoltrata la proposta per l’irrogazione della misura del “Daspo Urbano” una misura introdotta nel codice penale nel 2017 e comporta l’allontanamento del soggetto che commette la condotta molesta. Marina Mingarelli
