Ieri mattina presso la corte D’Assise del tribunale di Frosinone si è tenuta la seconda udienza del processo che vede imputato Pietro Ialongo, un tecnico informatico di 38 anni originario di Cerro al Volturno nel Molisano. L’uomo è accusato di aver ucciso la barista di 36 anni colpendola con 14 coltellate.
A decretarne la morte un fendente che le ha spaccato il cuore. Un poliziotto della sezione Volanti, il primo a salire sul banco degli imputati, ha ripercorso passo passo tutti i movimenti che sono stati effettuati fino alla scoperta del cadavere avvenuto il 2 maggio dello scorso anno. A lanciare l’allarme il ragazzo che la barista di 36 anni stava frequentando da tempo. Ormai la storia con Pietro Ialongo era giunta al capolinea. Ma nonostante la rottura aveva permesso all’uomo di restare in quell’appartamento in attesa che trovasse una sistemazione migliore. Quando l’agente con una spallata è riuscito ad aprire il portone, si è subito trovato davanti ad una scena terribile. Qualcuno aveva infierito sul suo corpo colpendola con numerosi fendenti. Il cadavere si trovava a pochi metri dalla porta. Forse Romina aveva tentato di raggiungere l’uscio di casa con la speranza di riuscire a fuggire. Ma l’assassino non le ha dato il tempo. I suoi piedi erano ricoperti di tracce ematiche, così come erano evidenti macchie di sangue sul bacino. Immediato l’intervento dei medici del 118 che però non hanno potuto far altro che constatare il decesso. Subito dopo sono intervenuti gli agenti della squadra Mobile di Frosinone che hanno provveduto a raccogliere le prime testimonianze ed a visionare i fotogrammi delle telecamere installate lungo la strada. Il resto è cronaca. Pietro Ialongo l’ex fidanzato trovato seminudo sulla spiaggia di Sabaudia e in stato confusionale confesserà subito dopo il delitto. Per la cronaca va detto che soltanto una settimana prima Romina De Cesare aveva chiamato al centralino della questura dicendo che l’ex fidanzato le impediva di rientrare a casa. Cinque minuti dopo però aveva annullato l’intervento dicendo che la situazione si era normalizzata. Ciò fa desumere che tra i due la il rapporto era teso già da tempo. Ma nessuno poteva immagina che quella gelosia morbosa sfociasse nel delitto. Mar.Ming.
