Alatri – Chiusura Casa di Riposo, l’affondo del consigliere Costantini

Andrea Tagliaferri
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Dopo l’annuncio del sindaco che rimanda al 30 dicembre ogni decisione della Asl in merito alla soluzione proposta dalla G.B. Lisi, interviene il consigliere di opposizione Nazareno Costantini che risponde punto per punto al collega di maggioranza Pizzuti.

Solo chi non ha studiato le normative e letto gli atti – afferma Costantini– può affermare con tanta convinzione che l’Ordinanza non sia nulla per carenza di motivazione ed eccesso di potere. A tal proposito nelle note inoltrate a tutti noi Consiglieri, la Casa di Riposo ha evidenziato come l’ordinanza del Sindaco non riporta né le osservazioni e le richieste presentate dallo stesso Ente con la nota prot. 229 del 02/12/2021, né la norma asseritamente violata e in base alla quale è stata emessa la sanzione ammnistrativa della chiusura: ciò rende l’Ordinanza nulla per carenza di motivazione. Inoltre, un’ordinanza sindacale contingibile e urgente (come quella in esame) presuppone necessariamente una situazione di pericolo effettivo che, nel caso di specie, non si ravvisa: ciò rende l’Ordinanza nulla per eccesso di potere. Ma non è tutto. Solo chi non ha studiato le normative e letto l’ordinanza può affermare che la stessa non disponga la chiusura dell’attività dal momento che l’Ordinanza è stata emessa ai sensi dell’art. 13 comma 2 della L.R. 41/2003 che dispone testualmente ‘La chiusura dell’attività nei casi di cui al comma 1, lettere a), b) e c), viene disposta dal comune previa adozione delle misure necessarie a tutela degli utenti, che devono essere ospitati in condizioni strutturali e ambientali comunque adeguate alla loro condizione e al piano personalizzato di cui alla presente legge’ “. Costantini, richiamando le tesi della G.B. Lisi contenute nelle comunicazioni con il Comune e con la ASL, afferma che “…le strutture già funzionanti al momento dell’entrata in vigore della L. 41/2003, come la Casa di Riposo G.B. Lisi, avevano sei anni e sei mesi dal 10/02/2005 per richiedere l’autorizzazione e non per ottenerla (richiesta presentata ben 5 volte dalla Casa di Riposo e mai evasa dal Comune nonostante l’obbligo di provvedere entro 60 giorni dalla richiesta)”. Sull’altro punto sollevato dalla Asl, quello relativo ai servizi igienici ritenuti non idonei, Constantini, sempre rifacendosi  alle controdeduzioni della Casa di Riposo afferma che “… delle strutture di tipologia case di riposo la legge non richiede il rispetto di requisiti dimensionali e della normativa per disabili di cui alla D.G.R. n. 424 del 27/3/2001 e che comunque il Comune prima di notificare la sanzione della chiusura avrebbe dovuto emettere un provvedimento in cui indicava, specificamente, le carenze strutturale riscontrate assegnando un termine per la regolarizzazione mediante un percorso di adeguamento secondo un piano specifico concordato e validato dallo stesso Comune”. Insomma, la querelle, lungi dall’essersi risolta, sta alimentando un aspro scontro che rimarrà tale, probabilmente, non solo fino alla riunione fissata per il prossimo 30 dicembre ma che avrà i suoi strascichi per diverso tempo perché ha sollevato diverse criticità che andranno chiarite. Andrea Tagliaferri    
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