Alatri – Chiusura della Casa di Riposo, è bagarre 

Andrea Tagliaferri
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L’ordinanza sindacale emessa il 10 dicembre scorso prevede la chiusura formale della struttura in attesa dell’adeguamento richiesto dalla Asl di Frosinone ma, di fatto, gli ospiti potranno rimanere al loro posto e continuare l’assistenza. Convocata una nuova riunione della Commissione per trovare una soluzione.

E’ bufera sulla Casa di Riposo G.B. Lisi che vede contrapposti da un lato il Comune e la Asl frusinate e dall’altro i vertici della struttura, sia quelli attuali con il legale rappresentante Antonio Sugamosto, sia quelli passati dell’ex presidente Angelo Pietrobono. Tutto nasce dal sopralluogo fatto ad ottobre dalla Asl che sottolineava alcune carenze fondamentali nella struttura e la mancanza, soprattutto, di autorizzazione all’esercizio, cosa che ha destato la meraviglia dei più dal momento che sono decenni che la storica struttura lavora indisturbata assistendo gli anziani ospiti. I rilievi della Asl riguardano in particolare alcuni muri che presentano infiltrazioni e incrostazioni e, soprattutto, le dimensioni e la struttura di alcuni bagni per gli ospiti. La casa di riposo afferma di aver risposto formalmente alla Asl in merito alla problematica della autorizzazione e anche ai servizi igienici senza ricevere riscontro e la Asl avrebbe poi chiesto al Sindaco di procedere con un atto urgente nei confronti della struttura. A novembre il sindaco ha convocato una Commissione ad hoc per analizzare il caso della G.B. Lisi da cui è venuto fuori che la struttura deve rispondere con i lavori richiesti al fine di poter chiedere ed ottenere la famosa autorizzazione ad operare e viene incaricato per questa incombenza un professionista, così come Comunicato al Comune dalla Casa di Riposo. A questo punto la prima frizione importante sullo scambio di documenti tra Comune e G.B Lisi dal momento che il primo nega di aver ricevuto il cronoprogramma dei lavori richiesti dalla Commissione e la seconda che, invece, cita la Pec con la quale questa incombenza sarebbe stata eseguita. E qui è nato il problema che ha portato il Comune a procedere con la redazione dell’Ordinanza di chiusura delle attività concedendo comunque 90 giorni di tempo per gli adeguamenti, garantendo agli ospiti di poter rimanere nella struttura in tutta tranquillità. La Casa di Riposo ha, quindi, scritto formalmente al Comune e per conoscenza al Prefetto e alla Asl chiedendo la nullità dell’Ordinanza del Sindaco sia per Carenza di motivazione, sia per Eccesso di Potere ed allegando ben 20 documenti a sostegno delle proprie tesi. C’è da dire che la Casa di Riposo G.B. Lisi essendo operante prima della Legge Regionale 41 del 2003 dovrebbe poter operare senza specifico rilascio autorizzatorio, così come avvenuto in tutti questi anni del resto. E’ questo un altro punto su cui la Asl e la struttura non hanno lo stesso punto di vista e sul quale andrà fatta chiarezza anche per capire come mai, se davvero fosse necessaria una autorizzazione, come mai non sia mai stata chiesta in vari decenni di attività. Sulla vicenda, come dicevamo, è sceso in campo anche l’ex presidente Angelo Pietrobono che ha tenuto a specificare molti punti, avendo per anni presieduto l’ente, corroborando le affermazioni con puntuale citazione di documenti ufficiali. “… se il problema è l’autorizzazione– commenta in una nota- ricordo al Sindaco Cianfrocca che la Casa di Riposo “G.B. Lisi”, essendo esistente già prima dell’entrata in vigore della L.R. 41/2003, per continuare legittimamente ad erogare le prestazioni doveva solamente richiedere la nuova autorizzazione e non ottenerla. La richiesta è stata presentata già sotto la mia presidenza e per ben 5 volte e mai evasa da parte del Comune. Se invece il problema sono i servizi igienici- continua Pietrobono– ricordo al Sindaco Cianfrocca che, in base alla D.G.R. 126/2015, i bagni delle case di riposo non devono rispettare i requisiti tecnici e dimensionali prescritti dalle norme sui disabili ma devono, esclusivamente, garantire l’accesso a persona su sedia a ruote”.  Il sindaco Cianfrocca dal canto suo ritiene di non aver potuto far altro che eseguire la richiesta urgente della Asl, avendo comunque tutelato sia gli ospiti sia la struttura concedendo un tempo ragionevole per sistemare quanto dovuto. Di questo si parlerà nella Commissione convocata nuovamente per domani. “Come Autorità di pubblica sicurezza e garante della salute ho dovuto essendomi stato chiesto espressamente richiesto, provvedere ad emanare un’ordinanza di cessazione e sospensione dell’attività della fondazione Lisi ma concedendo all’ente stesso 90 giorni per poter procedere ai lavori richiesti e alla richiesta di autorizzazione susseguente”. E continua “Cercheremo di fare il punto della situazione– afferma Cianfrocca- nella piena consapevolezza che il nostro lavoro è stato svolto con la più ampia coscienza e che il tempo indicato nell’ordinanza sia sufficientemente valido per sanare le criticità rilevate dalla Asl. Gli anziani ospiti della struttura– conclude la nota-hanno il diritto di essere tutelati e per noi è un dovere farlo”.  Andrea Tagliaferri
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