Alcuni anni fa direttamente dal tavolo delle Regioni fu “partorito” il progetto dell’ospedale di Comunità (clicca qui allegato1494682 ) e ieri il sindaco di Anagni ha annunciato che verrà realizzato presto nella città dei papi.
Cosa è effettivamente l’ospedale di Comunità annunciato dal sindaco Daniele Natalia come “la conclusione di una battaglia durata decenni”? Purtroppo è ben nota la storia dell’ospedale di Anagni, struttura ospedaliera fruibile da 80 mila utenti, smantellata dal 2012 e ridotta al PAT ad oggi. Niente più ospedale, né pronto soccorso, né punto di primo intervento. Nell’ex struttura sanitaria anagnina non c’è assistenza emergenziale né primo soccorso. Capiamo cosa verrà aperto ad Anagni. L’ospedale di Comunità svolge una funzione intermedia tra il domicilio e il ricovero ospedaliero. È una struttura territoriale di ricovero breve rivolta a pazienti, che a seguito di un episodio acuto o per la riacutizzazione di patologie croniche, necessitano di interventi sanitari a bassa intensità clinica potenzialmente erogabili a domicilio, ma che vengono ricoverati in queste strutture in mancanza di idoneità del domicilio stesso. L’ospedale di Comunità ha un numero limitato di posti letto (15-20). Per spiegare meglio, il sistema sanitario italiano è a grandi linee strutturato così: 1) per le condizioni acute e con richieste assistenziali importanti ci sono gli ospedali. In pratica le emergenze, ad esempio una appendicite, una frattura, ecc.; 2) per le condizioni non acute ma con richieste assistenziali importanti ci sono i ricoveri, o come spesso sono chiamati le “lungo degenze”. Si parla cioè di pazienti stabili dal punto di vista clinico, ma le cui condizioni richiedono comunque l’assistenza pressoché costante di personale sanitario. Immaginiamo un ictus, dove passato il momento acuto il paziente deve iniziare un percorso di riabilitazione lungo; 3) per le condizioni non acute e con richieste assistenziali non importanti c’è la assistenza domiciliare. L’ospedale di Comunità si posiziona tra il secondo ed il terzo punto, in quanto si parla di condizioni non acute, di richieste assistenziali non importanti che potrebbero essere gestite al domicilio. Quali sono i pro dell’ospedale di Comunità? Innanzitutto si vanno a scaricare gli ospedali; si suddividono meglio i pazienti. Avere tutti quelli che hanno grosse necessità da una parte e tutti quelli che ne hanno poche da un’altra, permette di organizzare meglio il lavoro e dividere meglio le risorse, il che vuol dire risparmiare; si parla di strutture piccole, sparse sul territorio, praticamente vicino a casa e la distanza è spesso l’ostacolo più grande. E i contro? Sulla sanità ogni anno si taglia, con questa struttura si parla di investimenti importanti. Saranno tagliati altri servizi? È l’ospedale di Comunità che serve effettivamente ad Anagni e a tutto il comprensorio? Sicuramente un buon servizio per chi necessita di assistenza domiciliare e impossibilitato ad averla, ma addirittura proclamare l’ottenimento di un servizio quale può fornire l’ospedale di Comunità come una grande vittoria è estremamente illusorio. Amareggiato il consigliere comunale di minoranza Valeriano Tasca, che da anni porta avanti la sua battaglia per ottenere un pronto soccorso, di cui il territorio ha effettivamente ed estremamente bisogno. “L’ospedale di Comunità è solo uno spot elettorale per il sindaco Natalia che per far vedere di aver ottenuto qualcosa ha abbassato la testa e detto sì a una struttura che non serve alle esigenze sanitarie dell’area nord. In realtà l’ospedale di Comunità non è nemmeno un ospedale, ma una sorta di casa della salute ridimensionata. A noi serviva e serve un ospedale di base con un pronto soccorso e la conferenza in pompa magna del sindaco dimostra, come dico da tempo, che ha rinunciato a questa battaglia. Il 7 aprile chiedeva un mandato per denunciare la Asl oggi si siede a tavolino, accettando dalla ASL ciò che non serve alla nostra comunità e a 80mila utenti. Doveva “ribaltare la scrivania di Zingaretti” e oggi mi pare essere sulle linee sanitarie del PD per questo territorio. È semplicemente abile a rigirare la frittata ma ancora una volta ha dimostrato di non saper tutelare le esigenze richieste dei cittadini, ma di farsi solo selfie di propaganda. Lo dico e ribadisco. A noi serve un ospedale di base con un pronto soccorso il resto è pubblicità. Rilevo inoltre che Natalia ormai intende non avvalersi più della commissione sanità e ne prendo atto. In quella sede istituzionale gli avrei detto che serve altro e che non si doveva lasciare la nostra battaglia. Mi spiace dirlo ma Natalia è un fallimento politico sulla questione sanitaria che per avere qualche consenso si accontenta di briciole di servizi sanitari da parte di una ASL che sette mesi fa voleva denunciare.” Questa la nota stampa del sindaco Daniele Natalia: “L’Ospedale di Anagni riapre nella nuova veste di Ospedale di Comunità. La grande novità è stata annunciata oggi (ieri ndr) in Sala della Ragione insieme al Direttore Generale ASL Frosinone Pierpaola D’Alessandro, ai Sindaci dell’area nord della Ciociaria ed ai consiglieri regionali del territorio. Con il nuovo piano d’investimenti sanitari e con il programma di finanziamento del PNRR l’Ospedale di Anagni tornerà ad essere operativo. È la conclusione di una battaglia durata decenni e che, dall’inizio del mio mandato sto portando avanti insieme a tutto il territorio dell’area nord, insieme ai Sindaci e alle associazioni a tutela della salute. Abbiamo abbandonato le contrapposizioni frontali e, grazie all’ascolto e condivisione della dirigenza ASL nonché al continuo e costruttivo dialogo, abbiamo ottenuto questo importante risultato. Se insieme alla dottoressa D’Alessandro, ai colleghi Sindaci ed alla Regione Lazio non avessimo lavorato in sinergia, evidenziando ma anche intuendo le necessità dei cittadini e la trasformazione dei servizi, non avremmo riavuto il nostro ospedale. Un sogno impossibile da realizzare fino a qualche tempo fa oggi lo vedremo realizzato. Grazie a tutti coloro che ci hanno creduto e lottato”. Anna Ammanniti
