Nei giorni 21 e 22 novembre nella Regione Lazio sono state messe a dimora 72 piantine forestali autoctone, aceri, carpini, lecci, sughere, cerri, roverelle e faggi, in altrettanti Istituti scolastici o aree Comunali alla presenza dei 72 Comandanti delle Stazioni Carabinieri Forestale, dei ragazzi e dei docenti delle scuole che hanno aderito all’iniziativa, delle Autorità Locali e delle associazioni ambientaliste.

La manifestazione ha interessato le cinque province laziali e ha voluto richiamare l’attenzione di tutti, ma soprattutto delle nuove generazioni, sulla necessaria e ormai non più procrastinabile salvaguardia e tutela dell’ambiente
puntando a creare una stabile e profonda cultura ambientale tale da garantire un futuro migliore per l’intera collettività, verso la consapevolezza dell’importanza degli alberi per l’ambiente: aria, salute, verde e paesaggio sono direttamente collegati alle molteplici funzioni assolte dagli alberi.
Gli alberi dei parchi, dei giardini, dei viali, dei boschi non sono soltanto elementi di arredo verde delle nostre città o elementi del paesaggio agrario e forestale ma contribuiscono in maniera determinante al miglioramento della qualità dell’aria, al contenimento dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento acustico, senza dimenticare la loro funzione ricreativa, di riduzione dello stress e dell’aggressività.

Il progetto nazionale
“Un albero per il futuro” prevede la donazione e la messa a dimora, nelle scuole italiane, di circa 50.000 piantine nel triennio 2020-2022. Ad oggi sono quasi 1000 gli Istituti scolastici e oltre 6.000 le piante già messe a dimora. Nell’ambito del progetto nazionale “Un albero per il futuro” s
ono state duplicate le gemme dell’Albero di Falcone, un imponente Ficus macrophilla columnaris magnolioides, che vegeta nei pressi dell’abitazione del giudice Giovanni Falcone, assassinato dalla mafia nel 1992. All’indomani della strage di Capaci l’Albero divenne simbolo della ribellione dei cittadini contro la mafia, simbolo di rinascita del popolo siciliano. Le talee, ottenute con complesse procedure di laboratorio, a cura del Centro Nazionale Carabinieri per la Biodiversità Forestale di Pieve Santo Stefano (Ar), sono state donate dai Carabinieri Forestale a scuole ed Enti del Paese, per formare il grande bosco diffuso della legalità.

Nel Lazio l’Albero di Falcone è stato messo a dimora nel comune di Cave ed un altro a Subiaco presso l’Abbazia di Santa Scolastica dei monaci Benedettini, custodi secolari della natura e del paesaggio agrario.
La scelta di mettere a dimora piante di piccole dimensioni è correlata alla volontà di far nascere nelle giovani generazioni
la sensibilità nei confronti dell’ambiente e della legalità, concetti questi che per divenire patrimonio imprescindibile dall’essere uomo devono essere custoditi allevati e curati con attenzioni costanti e continue tanto da radicarsi saldamente nell’animo umano, fino a costituire uno stile di vita nel contesto sociale moderno e futuro. Allo stesso tempo la scelta di riprodurre l’albero di Falcone, simboleggia la volontà di trasmettere, alle nuove generazioni, inalterato, il pensiero di legalità e l’operato, a tutela di quest’ultima, del Magistrato morto per il suo coraggio.

Alle nuove generazioni spetta
il compito di non far morire le idee, ma anzi di coltivarle e fortificarle incrementando cosi la consapevolezza del necessario contrasto all’illegalità, all’impegno sociale ed alla salvaguardia ambientale. Tutte le piante messe a dimora verranno geo-localizzate e la posizione sarà visibile sul sito:
www.unalberoperilfuturo.it
Anna Ammanniti