FOCUS – Covid over 80, i decessi dei non vaccinati sono 10 volte più alti dei vaccinati

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Nell’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità emerge che più del 90% della popolazione ha completato il ciclo vaccinale. La campagna vaccinale in Italia è iniziata il 27 dicembre 2020. Al 10 novembre 2021, sono state somministrate 91.468.931 (43.643.678 prime dosi, 45.274.174 seconde/uniche dosi e 2.551.079 terze dosi) delle 99.902.006 dosi di vaccino finora consegnate.

Dall’inizio dell’epidemia, sono stati segnalati al sistema di sorveglianza 4.828.096 casi confermati di COVID-19 diagnosticati in Italia dai laboratori di riferimento regionali e 131.891 decessi. La letalità del COVID-19 cresce con l’aumentare dell’età ed è più elevata in soggetti di sesso maschile a partire dalla fascia di età 30-39 anni. Negli ultimi 30 giorni in Italia si osserva una maggiore incidenza di casi diagnosticati in persone non vaccinate. L’efficacia vaccinale nel prevenire qualsiasi diagnosi sintomatica o asintomatica di COVID-19 nelle persone completamente vaccinate è diminuita passando dal 89%, durante la fase epidemica con variante alfa prevalente, al 75% durante la fase epidemica con variante delta prevalente. Rimane comunque elevata l’efficacia vaccinale nel prevenire l’ospedalizzazione (91%), il ricovero in terapia intensiva (95%) o il decesso (91%) nella fase epidemica con variante delta prevalente.
figura 16
Il numero di ospedalizzazioni, fra il 01/10/2021 e il 31/10/2021, fra i vaccinati con ciclo completo da meno e da oltre sei mesi è pari rispettivamente a 664 e 487, mentre nei non vaccinati il numero di ospedalizzazioni è pari a 439. Tuttavia, calcolando il tasso di ospedalizzazione (Figura 16) per i non vaccinati (184,1 ricoveri per 100.000) si evidenzia come questo sia circa sette volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi (25,0 ricoveri per 100.000) e 6 volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi (31,5 ricoveri per 100.000). Analizzando il numero dei ricoveri in terapia intensiva e dei decessi negli over 80, si osserva che il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei non vaccinati (10,9 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) è circa sette volte più alto di quello dei vaccinati con ciclo completo da meno di sei mesi (1,5 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) e da oltre sei mesi (1,4 ricoveri in terapia intensiva per 100.000) mentre, nel periodo 17/09/2021 – 17/10/2021, il tasso di decesso nei non vaccinati (64,1 per 100.000) è circa dieci volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo entro sei mesi (6,2 per 100.000) e sei volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo da oltre sei mesi (9,9 per 100,000). Al 10 novembre, in Italia, la copertura vaccinale per due dosi nella popolazione di età >12 anni è pari a 83,8%. Nelle fasce di età 70-79 e 80+ la percentuale di persone che hanno completato il ciclo vaccinale con due dosi è superiore al 90% (rispettivamente 91,4% e 93,7%). Nelle fasce di età 20-29, 40-49, 50-59 e 60-69 la percentuale di persone che hanno completato il ciclo vaccinale è superiore all’80% (rispettivamente 83,8%, 80,2%, 84,7% e 88,5%). La copertura con due dosi si attesta al 79,3% nella fascia 30-39 mentre nella fascia 12-19 è pari al 68,3%. In tutte le Regioni/PA la copertura vaccinale della popolazione con età compresa fra i 12 ed i 59 anni è maggiore del 70%, con una variabilità che va dal 73,3% nella Provincia Autonoma di Bolzano all’83,9% in Toscana. La copertura vaccinale per tre dosi nella popolazione target è pari al 4,7%, con una variabilità che va dal 1,8% in Calabria al 10,3% in Molise. Per la popolazione oltre gli 80 anni la copertura con 3 dosi è pari al 30,4%. Al fine di analizzare la distribuzione dei casi per stato vaccinale e l’efficacia del vaccino si definiscono come: • casi non vaccinati tutti i soggetti notificati con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV-2 che non hanno mai ricevuto una dose di vaccino SARS-CoV-2 o che sono stati vaccinati con prima o mono dose entro 14 giorni dalla diagnosi stessa, ovvero prima del tempo necessario a sviluppare una risposta immunitaria almeno parziale al vaccino. Considerando che il periodo di incubazione (il tempo che intercorre tra il primo contatto con il virus e la manifestazione dei sintomi della malattia) dell’infezione da SARS-CoV2 può richiedere fino a 14 giorni, è anche possibile che alcuni casi, abbiano contratto l’infezione prima della vaccinazione stessa. • casi con ciclo incompleto di vaccinazione tutti i casi notificati con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV-2 e documentata dopo 14 giorni dalla somministrazione della prima dose, in soggetti che hanno ricevuto solo la prima dose di un vaccino che prevede una seconda dose a completamento del ciclo vaccinale (vaccini Pfizer-BioNtech, Moderna e Vaxzevria). In questo gruppo sono inclusi anche i soggetti che hanno ricevuto la seconda dose ma nei quali la diagnosi è avvenuta entro 14 giorni dalla seconda dose. Si evidenzia che un ciclo di vaccinazione incompleto fornisce una protezione inferiore rispetto ad un ciclo di vaccinazione completo. • casi con ciclo completo di vaccinazione tutti i casi notificati con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV2 documentata dopo 14 giorni dal completamento del ciclo vaccinale (quindi 14 giorni dal completamento della seconda dose per i vaccini Pfizer-BioNtech, Moderna e Vaxzevria o 14 giorni dalla somministrazione dell’unica dose per il vaccino Janssen/Johnson&Johnson). Per maggiore completezza i casi con ciclo completo di vaccinazione sono stati distinti in tre categorie differenti: • casi con ciclo completo di vaccinazione effettuato da meno di sei mesi: tutti i soggetti notificati con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV2 documentata a partire dal quattordicesimo giorno successivo al completamento del ciclo vaccinale e entro 180 giorni. • casi con ciclo completo di vaccinazione da oltre sei mesi: tutti i soggetti notificati con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV2 effettuata più di 180 giorni dopo il quattordicesimo giorno successivo al completamento del ciclo vaccinale. • casi con ciclo completo di vaccinazione più dose aggiuntiva/booster: tutti i soggetti notificati con una diagnosi confermata di infezione da virus SARS-CoV2 documentata almeno 14 giorni dopo la somministrazione della dose aggiuntiva o booster. Anna Ammanniti  
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