Daniele Natalia e la sua maggioranza sono per un secco NO al Biodigestore, disarmante novità che rimescola le carte della politica aprendo spiragli a scenari nuovi ed imprevedibili.
Al termine della seduta consiliare per la ratifica della variazione di bilancio, il primo cittadino di Anagni ha dichiarato il deciso NO al biodigestore per il trattamento di 84mila tonnellate annue di rifiuti. Dopo aver descritto i vari passaggi dedicati dall’amministrazione Bassetta alla richiesta di Energia Anagni, considerati tiepidi ed inconsistenti tanto da non aver alcuna influenza sulle decisioni degli enti superiori, Natalia dava libero sfogo alla sua rabbia nei confronti del Partito Democratico, addebitando al PD ed alle varie realtà e società collegate la responsabilità di volere ad ogni costo impianti pericolosi, che sia Bassetta che i Dem provinciali avevano omesso di inibire sulle norme del Piano Regolatore. Natalia “Il progetto dell’impianto di biodigestione nasce il 02/01/2017 con il PD alla guida della città ma anche del governo nazionale e delle amministrazioni regionale e provinciale. Al momento dell’insediamento della nostra amministrazione siamo stati informati della procedura per la realizzazione del biodigestore, già in stato avanzato di istruttoria. L’amministrazione Natalia ha partecipato alla conferenza dei servizi del 18/12/2020 dando prescrizioni chiare e non, come nel passato, limitandosi a ricordare semplicemente che il terreno si trova in zona SIN”. Sintetizzando “diciamo NO Innanzitutto perché rispetteremo la volontà popolare e saremo garanti del miglioramento della qualità della vita dei cittadini; e poi perché è alquanto strano che oggi il PD anagnino ed il resto della minoranza consiliare, i cui esponenti sono quasi tutti vicini al PD ed al Movimento 5 Stelle regionale, si oppongono alla realizzazione del biodigestore quando invece nel 2017, anno di presentazione del progetto, con il PD alla guida delle amministrazioni comunale, provinciale e regionale, del governo nazionale ed anche del Consorzio Industriale ASI Frosinone e della Società Ambiente Frosinone (SAF), nessuno di loro ha tentato di opporsi”. Perché è alquanto strano che il consigliere di maggioranza PD Sandra Tagliaboschi nella precedente amministrazione non si è opposta al progetto del biodigestore e che oggi (fuori tempo massimo) si affretta a contrastarlo. Così come è strano che l’allora capogruppo del PD in Consiglio Comunale Egidio Proietti, oggi segretario cittadino dello stesso partito, nel 2017 non si è opposto minimamente, e oggi si oppone al progetto facendo finta di non sapere che l’autorizzazione è stata rilasciata dalla Regione Lazio, e cioè proprio l’ente che lo stipendia da anni. O forse vuole negare che allora ed ancora oggi è membro della segreteria politica dell’On. Mauro Buschini, oggi consigliere regionale ma fino a poco tempo fa assessore all’Ambiente e presidente del Consiglio Regionale, e sostenitore del progetto del biodigestore? Perché è alquanto strano che di fronte alla procedura di autorizzazione del biodigestore da parte dell’amministrazione regionale, solo oggi i referenti locali del PD si oppongono al progetto e, strumentalmente e per opportunismo politico, si scagliano “solo” contro l’amministrazione comunale che sul tema non ha competenza. I referenti locali del PD non hanno mai tentato di coinvolgere i propri referenti politici in Regione, in Provincia, all’ASI ed alla SAF, per fermare il progetto”. Jackal
