Una circostanza che sta creando diversi disagi a delle nonnine residenti in via Marco Tullio Tirone e che potrebbe diventare un problema igienico/sanitario per la comunità. Si parla di rifiuti. Per anni gli operatori della ditta incaricata alla raccolta porta a porta si sono prestatati a prelevare il pattume depositato nei pressi dell’ingresso delle palazzine CESA “Genzianella”, dove risiedono anche persone ultranovantenni. Da qualche settimana questa consuetudine è stata rigettata da un dipendente il quale, con tanto di messaggio apposto, ha stravolto le abitudini chiarendo «Visto che qualche condomino crede o pensa che gli operatori ecologici siano suoi schiavi, i rifiuti verranno ritirati solo ed esclusivamente sulla strada principale, vicino la cabina del gas. Noi non siamo obbligati a ritirare i rifiuti davanti la vostra porta di casa visto che non veniamo rispettati. Grazie». L’impiegato ha lasciando scritto anche il suo nome ed il contatto telefonico della società per cui lavora, per eventuali reclami.
Purtroppo l’iniziativa procura non poche complicazioni ai residenti più anziani, tra questi alcuni hanno oltre 90anni e non godono dell’assistenza h24 di parenti o badanti: gli stessi sono impossibilitati a recarsi nel luogo indicato per via della elevata pendenza della strada, per cui, hanno grandi difficoltà sia a salire che a scendere. Se poi si pensa che il conferimento deve avvenire nelle ore serali. È inutile aggiungere quanto l’impresa sarebbe ancor più problematica nel periodo invernale. I residenti intendono rivolgersi al primo cittadino ed ai responsabili del servizio di raccolta differenziata “porta a porta”, auspicando in un intervento tempestivo e risolutivo, per trovare un compromesso che venga incontro alle esigenze di tutti «In una società moderna, dove sono all’attenzione della politica gli aiuti da offrire alle persone più fragili, il modus operandi riportato non fa onore alla cittadinanza e favorisce soluzioni individuali che mal si adeguano all’igiene pubblica». Per una più completa informazione, la redazione di TG24.info ha ritenuto corretto interpellare l’azienda responsabile del servizio e, nello specifico, l’operatore ecologico: quest’ultimo ha spiegato la medesima grande difficoltà dei due soli addetti a trasportare i numerosi sacchi di pattume, dalle palazzine alla strada principale, percorrendo lo stesso tratto di salita del viale precedentemente descritto. Spesso i sacchi sono riempiti con terriccio ed altro materiale, parecchio pesanti. In diverse circostanze gli operai si sono caricati sulla schiena degli scatoloni colmi di libri. Un lavoro massacrante, che non rientra negli obblighi previsti dalla mansione. Se almeno i rifiuti più pesanti fossero stati posti dagli utenti al margine della strada, così come previsto, forse non si sarebbe arrivati all’esasperazione. È vero anche che, frequentemente, l’immondizia depositata non sia conforme alle modalità previste dalla raccolta differenziata, ovvero i materiali risultano mischiati oppure i sacchi vengono collocati fuori gli orari ed i giorni previsti. Gli operatori ecologici fanno sapere di aver più volte segnalato questo indecoroso atteggiamento, sia agli Uffici Comunali preposti che alla Polizia Locale. In effetti la foto riportata, eseguita nel pomeriggio di ieri, quando la plastica era stata ritirata la nottata precedente ed la porzione di residuo secco è prevista il giovedì, testimonia la cattiva abitudine. Inoltre c’è da aggiungere che, a quanto pare, nel luogo indicato per il conferimento, “vicino la cabina del gas”, chiunque depositi sacchi d’immondizia di ogni genere, rischiando che il punto di raccolta si trasformi così in una piccola discarica abusiva. In conclusione, la circostanza richiede un impegno reciproco per una risoluzione ottimale, soprattutto per le persone anziane le quali, tra l’altro, è facile ipotizzare che producano un residuo davvero esiguo. È necessario, inevitabilmente, che la “transazione” venga officiata sotto l’attenzione del Comune. È assurdo che, in una comunità civile, si debba ricorrere ed implorare l’intervento degli organi preposti per godere degli più ordinari diritti, così come per pretende il rispetto dei doveri moralmente più ovvi. È un fallimento sociale. Sara Pacitto
