Msgc – Dal borgo alla metropoli, Lorenzo sfida i grandi della fotografia

Alessandra Cinelli
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È partito dalla Ciociaria per Milano con un bagaglio di sogni tutti da realizzare. E uno alla volta si stanno realizzando. Lui è Lorenzo Reali, 22 anni, fotografo per passione. La stessa che lo ha portato a vincere l’open call indetta da Perimetro, importante rivista fotografica nata a Milano e pronta a sbarcare a Roma. E proprio sul primo numero della capitale, sarà possibile ammirare il lavoro dell’artista ciociaro, studente Cfp Bauer.

Com’è nato il progetto ‘L criatur mia’? È nato casualmente al termine della prima quarantena. Avevo appena capito di voler vivere di fotografia, quindi spinto dalla noia del periodo, passavo giornate intere a girovagare nelle vicinanze di casa con una macchinetta trovata in casa. Spontaneamente riscoprivo i miei vicini attraverso l’obiettivo. Erano i miei cugini, i figli di amici di famiglia e parenti alla lontana. Documentavo tutto ciò che mi mostravano e tutto ciò che vedevo. Perché la scelta di fotografare bambini? I bambini sono i più genuini. Si mostrano così come sono, non hanno bisogno di maschere come gli adulti. Ricerco la verità nei miei racconti. E poi volevo far vedere cosa significa per loro e cosa ha significato per me vivere e crescere in un paesino di campagna, lontano dalle prospettive di vita non convenzionali ma attaccato a valori forti e veri. Poi il ‘contatto’ con la prestigiosa rivista Perimetro. Raccontaci Perimetro ha indetto una open call (concorso) per il lancio della rivista gemella a Roma, in cui si chiedeva ai fotografi laziali di inviare un progetto di 8/10 immagini. Io ero appena rientrato da Milano e a 3 minuti dalla scadenza ho inviato una cernita delle immagini più significative del progetto. A novembre hanno annunciato i selezionati al MAXXI di Roma, il museo nazionale delle arti del XXI secolo e c’ero anche io. Quale sarà il passo successivo? Voglio portare la mia fotografia ad un livello autoriale, dargli più dignità possibile, scattare chiunque io stimi. Cosa succederà dopo o dove sarò non lo so, vedremo! Da un borgo di provincia alla grande metropoli, quanta nostalgia? Tantissima. Ogni volta che devo ripartire mi sale il magone, purtroppo devo farci l’abitudine. Passare da un posto sperduto nel mondo in cui hai vissuto per 19 anni ad una realtà così grande come Milano è stata, ed è tutt’ora, dura. Ma sono super orgoglioso delle mie origini, di quanto questo paese mi ha dato e tolto, delle persone che ho qui, dei valori che mi ha trasmesso, del merito che ha per quello che sono ora.
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