(di Anna Ammanniti) Istituzioni e cittadini si sono incontrati ieri per affrontare un grave problema che affligge i cittadini di Anagni e ne attenta la salute.
Le istituzioni rappresentate da 5 consiglieri di minoranza: Sandra Tagliaboschi, Alessandro Cardinali, Fernando Fioramonti, Nello Di Giulio e Valeriano Tasca e i cittadini di Anagni. I 5 consiglieri hanno messo a conoscenza la cittadinanza dell’arrivo di ben 84 mila tonnellate annue di rifiuti, evento che sindaco e maggioranza avevano preferito tacere, dopo aver tra l’altro dato il placet al mega impianto. Anagni una città bellissima e importante, soffre a causa dell’inquinamento che porta da decenni morte e malattie. Un territorio inserito nel Sin, a causa del forte inquinamento dell’aria, suolo ed acqua, sembra non voler trovare pace. Il sindaco si è detto favorevole all’insediamento del mega impianto di rifiuti, il vice sindaco ed assessore all’Ambiente non ha proferito parola a riguardo, come tutta la maggioranza. Fortunatamente 5 consiglieri comunali dell’opposizione non si sono tirati indietro e hanno deciso di schierarsi con il popolo. Dall’assemblea pubblica di ieri sono venute alla luce diverse questioni. Innanzitutto il ricorso al prefetto, le diffide al responsabile dell’Ufficio Ambiente cittadino e al segretario generale del Comune e la denuncia in auto tutela al sindaco, azioni promosse dai consiglieri per non tentare di non lasciare che Anagni si trasformi in città dei papi a città della monnezza. Il consigliere Sandra Tagliaboschi ha ribadito ancora una volta l’importanza di quella delibera di moratoria del 2017 votata all’unanimità dal consiglio dell’epoca, di cui facevano parte l’attuale sindaco e due consiglieri di maggioranza. Delibera di cui non si è profusa parola in sede di conferenza servizi in Regione Lazio. Il consigliere Fernando Fioramonti ha messo in evidenza che, come ha affermato il sindaco, l’inquinamento della Valle del Sacco è soprattutto causato dal traffico veicolare. “Tutta quella immondizia come ci arriva ad Anagni? Secondo lo studio della regione Lazio, durante le 7 ore e mezzo nelle quali l’impianto riceverà i rifiuti, transiterà un camion ogni 8 minuti dal lunedì al venerdì e uno ogni 4 minuti il sabato, circa 20 mila camion l’anno!” Giusto perché l’inquinamento è provocato dal traffico veicolare! Alle tante domande poste al consigliere in questi giorni, ha risposto così. “Noi i rifiuti li produciamo, che ci facciamo?” Anagni produce 2 mila tonnellate di rifiuti organici l’anno, perché fare un impianto che smaltisce i rifiuti per 40 città di Anagni? Il sindaco ha affermato che l’impianto servirà a smaltire i rifiuti della provincia di Frosinone. Però la provincia produce 40 mila tonnellate annue di umido. Le altre 44 mila da dove arriveranno? “Ma con l’impianto diminuirà la Tari!” L’impianto è privato, non diminuirà la Tari, perché per smaltire i nostri rifiuti organici, loro si faranno pagare e anche bene! “Ma non inquina il biodigestore!”. La produzione di gas crea scorie e liquami. Questi se non vengono trattati adeguatamente possono inquinare i terreni, come è successo in Veneto. Dopo aver ricoperto i campi, il foraggio è stato inquinato, mangiato dagli animali ha provocato malori nelle persone. Nessuno aveva controllato. È stato chiesto al sindaco chi è che controllerà ad Anagni. Non ha risposto, quindi non si sa chi controllerà. “Però l’impianto produrrà energia elettrica!”. Certo produrrà energia elettrica e gas, ma non sarà gratis, perché la maggior parte verrà utilizzata dalla Saxa Gres per produrre le mattonelle con le scorie dell’inceneritore di San Vittore. Gas ed energia elettrica in eccesso verranno messi sulla rete, ma sarà pagata da tutti e niente sconti! “Si ma loro sono privati e devono rientrare nel costo”. Per costruire l’impianto e mandarlo avanti prenderanno per 5 anni gli incentivi europei e statali, per loro sarà quasi a costo zero. “Produrrà posti di lavoro!” Sul progetto presentato in Regione Lazio dalla ditta proponitrice sono previsti circa 10 posti di lavoro di operai non specializzati, chissà magari sono anche interinali. “Produce energia elettrica senza inquinare”. Si trova in una valle già inquinata di suo, è a rischio esplosione perché lavora ad alta pressione e ci sarà una fiamma accesa h24 che brucerà i gas in eccesso, producendo le pm10 per tutto il giorno. Per risolvere il problema dei rifiuti organici basterebbe che il Comune facesse un piccolo impianto di compost aerobico, a quel punto sarebbe risolto il problema dei rifiuti e si abbasserebbe allora la Tari, produrrebbe posti di lavori più del mega impianto. Per i cittadini non c’è assolutamente nessuna convenienza, perché fare questo mega impianto ad Anagni?” Il consigliere Nello Di Giulio ha esordito dicendo che mai avrebbero pensato di dover chiamare la città a mobilitarsi contro una scelta devastante per il futuro degli anagnini, proveniente dall’esterno ma voluta dal sindaco. Un movimento di un grosso quantitativo di immondizia, una devastazione dell’ambiente, del paesaggio, della qualità dell’aria e dello sviluppo economico. Anagni città dei rifiuti, un vero e proprio schiaffo alla città di Anagni, dato in questo caso, non dal re di Francia come avvenne nel 1300, ma assestato dal sindaco e dai suoi silenti uomini della maggioranza! Anagni da città d’arte, turistica e di cultura, cambia immagine e diventa città dei rifiuti. Che ne sarà della qualità dell’aria già tuttora a livelli allarmanti di inquinamento? E i cattivi odori? Cosa ne sarà dello sviluppo del polo chimico farmaceutico nell’area industriale in mezzo agli autotreni carichi di monnezza? E delle pregiate aziende vinicole ed olearie che associano il loro marchio o i loro prodotti all’immagine di Anagni? Che effetto subiranno con Anagni che diventa città dei rifiuti? Nessuna lecita ragione potrà mai giustificare un fiume di immondizia verso la città. Il sindaco di Frosinone, città con popolazione due volte Anagni, per un impianto meno della metà di quello pensato per Anagni, ha riunito gli organi di Consiglio e ha siglato un NO motivato e assoluto alla richiesta di insediamento. Ha detto il sindaco Ottaviani che non ci sarà niente di più in un’area già più che inquinata! Quella del sindaco Natalia, ha spiegato Di Giulio, è una scelta suicida per la città. Una scelta che va bloccata con ogni mezzo legale, anche di carattere referendario o elettorale. “Moltiplichiamo le adesioni di tutti, esiste un Comitato No Biodigestore, non consentiamo a nessuno che si distrugga il grande valore di Anagni, lasciatoci dai nostri padri! Abbiamo il diritto e il dovere di consegnare la città ai nostri figli nella stessa integrità e se si vuole anche migliorata.” Il consigliere Valeriano Tasca ha citato due fatti, il primo che arriveranno i rifiuti ad Anagni. Per anni i cittadini si sono battuti per scongiurare l’arrivo dei rifiuti. Sulla determinazione regionale c’è scritto che Anagni diventerà baricentrica per i rifiuti. L’altro fatto è che la città si trova a combattere contro nemici che non vengono solo da fuori Anagni, ma si trovano all’interno della città, è la maggioranza dell’amministrazione comunale. La maggioranza non ha ritenuto dover informare i propri cittadini circa il mega impianto. “Quando abbiamo chiesto il consiglio comunale, quel giorno quelli della maggioranza hanno abbassato la testa e hanno detto sì ai rifiuti. Perché i cittadini non sono stati avvertiti? Nel mese di giugno chi sapeva di questi rifiuti? C’è stato bisogno di un consiglio comunale richiesto dalla minoranza per portare a conoscenza i cittadini riguardo i rifiuti. In quel consiglio ci siamo ritrovati i tecnici dell’A2A che sono venuti a raccontarci quanto sono belli e buoni i rifiuti. I rifiuti valorizzeranno questa città siamo noi che non l’abbiamo capito. Pensavamo di vedere un pullman di turisti ogni 8 minuti ad Anagni, invece vedremo tir pieni di immondizia. Io pensavo di andare in consiglio per parlare di uno spazio verde, di una pista di atletica, di altri temi più importanti per questa città. Pensavo di parlare di una vera e propria lotta per riavere un ospedale. Il sindaco ci ha chiesto il mandato per denunciare la Asl, non abbiamo ancora visto nulla. L’unico mandato che si è preso è stato quello di dire sì all’arrivo di 84 mila tonnellate di rifiuti. Oggi non ci sentiamo rappresentati da chi vuole il male di Anagni. Oggi c’è una linea di demarcazione chiara tra una minoranza che governa questa città e la maggioranza di cittadini di Anagni che non vogliono i rifiuti!”. Il consigliere Alessandro Cardinali ha sollevato la questione sui numeri e sulle conseguenze del mega impianto. Il dipartimento regionale che autorizza l’impianto mette in guardia dal fatto che ci saranno emissioni di odori fastidiosi per tutta la città e “il calcolo dei camion che trasporteranno i rifiuti non li facciamo noi consiglieri di minoranza ma li fa la regione. Siccome in questi giorni ho sentito dire di questi numeri, anche i tecnici della Saf che dicevano che saranno di meno, potevano farlo allora presente in conferenza di servizi in Regione! Quei numeri scritti nella VIA non possono essere smentiti da nessuno. Ovviamente se si chiede all’oste come è il vino, la risposta è scontata. Abbiamo chiesto ai tecnici che realizzeranno l’impianto se funzionerà bene, ovviamente la risposta è stata funzionerà benissimo! Però i residenti di una città del Lazio dove c’è il biodigestore protestano tutti i giorni per le puzze e per il traffico veicolare. Questi numeri devono essere chiari per tutti. Quale è il vantaggio per la nostra città? Non ci vedo nessun vantaggio, se non per l’imprenditore che farà questo investimento. Noi dobbiamo tutelare l’interesse della città e non dell’imprenditore. “ All’assemblea ha portato il suo contributo il presidente del Comitato No ai Rifiuti Andrea Fiorito. Il mega impianto nascerà su un’area in cui c’è già un altro impianto, la Saxa Gres, azienda che produce sanpietrini con le ceneri dell’inceneritore di San Vittore. Andrea Fiorito fa notare che lo stabilimento a luglio 2020 ha ottenuto dalla Regione Lazio un’autorizzazione per ricevere ogni anno ben 32 mila tonnellate di scorie e ceneri pesanti contenenti sostanze pericolose. Nello stesso luogo quindi vogliono far arrivare 84 mila tonnellate di rifiuto umido l’anno, ne arrivano già 32 mila tonnellate, quindi contemporaneamente all’anno e per 10 anni arriveranno in totale 116 mila tonnellate di immondizia. Il traffico veicolare relativo al grosso quantitativo di rifiuti sarà di circa 80 autotreni al giorno. Dal progetto di Energia Anagni, ditta che si occuperà dell’impianto, depositato in Regione Lazio emerge che ciò che hanno detto i tecnici in sede di Consiglio Comunale aperto cozza con quanto scritto nero su bianco. Luca Santovincenzo, presidente del Comitato Quartiere Cerere ha parlato di rapporto tra benefici e rischi, Benefici non ce ne sono proprio sia dal punto di vista di posti di lavoro che economici per la collettività. Anzi c’è il rischio di immissioni e di cattivi odori, di incendi ed esplosioni. Ci sarà la svalutazione con il depauperamento del patrimonio immobiliare privato e di quello culturale ed artistico della città. Poi c’è stato il duro intervento della cittadina Letizia Roccasecca, già protagonista suo malgrado di un tragico evento legato alla diossina proveniente dallo stabilimento Marangoni. La cittadina Viviana Cacciatori con estrema convinzione ha affermato che la Valle è già tanto malata, con figli malati e “non vogliamo più neanche uno spillo! Non ci possiamo più permettere di morire questo territorio è stato già svenduto abbastanza! Questo deve essere chiaro a chi viene a speculare qui e a chi ci governa, ricordando che la questione democratica è importante” Dopo la lettura di una lettera da parte della cittadina Enza Missori, il presidente di Legambiente, Rita Ambrosino, ha informato che loro erano da tempo a conoscenza della questione del biodigestore. Lo sapevano le associazioni da quando la questione, sia di Saxa Gres che del biodigestore, era stata presentata in conferenza di servizi. Hanno speso tempo e studio per approfondimenti sulla vicenda “abbiamo fatto la nostra parte di cittadini nel vuoto assoluto della politica. Il Consiglio Comunale è stato davvero un teatrino. Abbiamo un patrimonio di informazioni tecniche ed amministrative su questi impianti, ci è stato concesso di parlare 5 minuti, continuamente rimbrottati, c’è stato impedito di esprimerci come volevamo, dando un palcoscenico enorme ai tecnici di A2A, con tanto di proiettore e slide. Hanno avuto modo di presentare il loro progetto nei migliori dei modi. Ma è ovvio che presentassero il loro progetto dicendo che è buono!” Il presidente Ambrosino ha proposto di effettuare diverse assemblee pubbliche nei quartieri per informare i cittadini, con la presenza anche di tecnici ad illustrare nel dettaglio quello che è questo mega impianto di rifiuti. “Oltre l’inquinamento e il Sin, questo territorio è gravato da una concentrazione di sette stabilimenti a Rischio Incidente Rilevante, non si può fare una valutazione di un impianto come se questa fosse un’isola felice!” Anna Ammanniti
