Tommaso Cerquozzi, nato a ‘Bauco’ (antico nome della città ernica in uso fino al 1907) nel 1898 e morto prigioniero in Polonia nel 1918.
Nel cimitero militare italiano di Breslavia, in Polonia, sono sepolti i corpi di 1.016 soldati italiani catturati prigionieri dai tedeschi dopo la battaglia di Caporetto. In quel luogo, giacciono anche i resti del soldato del 274° Battaglione di fanteria, Tommaso Cerquozzi di Francesco, nato a Boville Ernica l’8 ottobre 1898 e morto ventenne in un ospedale militare polacco il 19 gennaio del 1918. Le ricerche sono state portate avanti da un appassionato di Sassari che qualche anno fa era riuscito a mettersi in contatto con alcuni cittadini di Boville, tra i quali l’ex presidente della Proloco Alvaro Piacentini. Nella prossima seduta del Consiglio comunale di Boville Ernica è stato inserito al primo punto dell’ordine del giorno il riconoscimento della cittadinanza onoraria al Milite Ignoto. ‘Con l’occasione –l’appello di Piacentini- Rinnovo la richiesta all’intera assise affinché si adoperi attraverso gli enti preposti al rientro dei resti mortali del nostro concittadino’. Proprio Piacentini si era fin da subito attivato, insieme ad amici e conoscenti, per cercare di rintracciare i familiari del soldato morto per la Patria. Sono tanti i soldati partiti al fronte che non hanno mai fatto ritorno in Patria, né da vivi né da morti. A quanto pare, la fotografia della lapide è stata estratta da un sito internet polacco del cimitero militare italiano di Breslavia, mentre l’identificazione del caduto fatta tramite una banca dati internet del Ministero della Difesa. L’identificazione pare perciò essere attendibile perché rintracciata analizzando un archivio di Stato. In ultimo, di Tommaso Cerquozzi c’è traccia sulla lapide commemorativa del Monumento ai caduti, in piazza Sant’Angelo.
