Allevamento clandestino di cinghiali, maltrattamento di animali, falso ideologico e sottrazione di animali. Questi i reati contestati a vario titolo al titolare di una azienda agricola di Anagni, alla moglie di 40 anni, alla titolare di un allevamento di cinghiali a Guarcino e ad un veterinario dell’Asl di 64 anni.
Tutti e quattro sono stati rinviati a giudizio con decreto di citazione diretta davanti al giudice monocratico del tribunale di Frosinone. I fatti risalgono al maggio del 2019 quando i carabinieri della Forestale scoprirono in un terreno venti cinghiali adulti e dieci neonati. Gli animali si trovavano in condizioni igieniche disastrose: non avevano riparo ed avevano un solo contenitore di abbeveraggio per tutti. A seguito di tali fatti l’intero allevamento era stato posto sotto sequestro. Sul caso la Procura aveva aperto una inchiesta. Da sottolineare poi che in quell’allevamento posto sotto sequestro erano spariti 12 cinghiali. Nel collegio difensivo gli avvocati Giampiero Vellucci e Daniele Mieli. M. M.
