Sono 160 le persone che hanno visitato i siti museali a seguito della riapertura al pubblico avvenuta il primo weekend di maggio. Un segnale confortante di vitalità condizionato positivamente dai recenti servizi televisivi andati in onda su RAI1 in occasione della Santa Messa e su RAI3 nella rubrica Bellitalia che hanno fatto conoscere ad un vasto pubblico il patrimonio della Città e la qualità degli allestimenti del museo civico.
La maggiore presenza di turisti- dai dati forniti dall’Ufficio Cultura del Comune- si riscontra nelle visite al Cristo nel Labirinto che rappresentano il 65% sul totale delle presenze. “Si tratta di numeri importanti che rappresentano un segnale di crescita– recita un comunicato- e gratificano per il lavoro svolto nel rendere più accattivante la struttura museale di Palazzo Gottifredo“. Un lavoro che ha consentito al museo di potersi accreditare nella nuova piattaforma messa a disposizione dalla Regione Lazio in attuazione della nuova legge, la n. 24 del 2019 e del successivo regolamento di attuazione, che disciplinano in maniera puntuale l’organizzazione dei servizi culturali del Lazio. Molto importante è stata l’adesione al Sistema museale territoriale dei Castelli Romani e Prenestini denominato anche “Museumgrandtour”, nato nel 2003 con l’obiettivo di creare una rete culturale, ad oggi conta oltre 20 realtà tra musei ed aree archeologiche. Un sistema di servizi strutturato che consentirà al museo civico di Alatri di avere una visibilità che va oltre il territorio provinciale abbracciando l’area dei Castelli Romani. Un occasione per far conoscere non solo la struttura di Palazzo Gottifredo, l’epigrafe di Betilieno Varo, L’Acropoli e la ricostruzione del tempietto etrusco-italico, ma anche per conoscere altre strutture come ad esempio il Museo della Stazione di Colonna per i rimandi alla ex Ferrovia Roma-Fiuggi-Alatri-Frosinone, che emozioni e ricordi suscita in tanti di noi. “Si tratta di stimoli importanti– afferma il consigliere delegato alla cultura Carlo Fantini-che oltre a sancire l’efficacia del lavoro svolto finora, spingono a progettare per il futuro dei servizi culturali cittadini, patrimonio collettivo e memoria storica della Città da far conoscere a più persone possibili”. A.T.
