(di Anna Ammanniti) Episodi di incontrollato odio social a seguito di una competizione musicale persa. La “spazzatura” dei social colpisce ancora e questa volta lo fa attaccando 14 morti.

Dalla Francia arriva una pioggia di commenti social scioccanti sulla tragedia della funivia Mottarone-Stresa. Incredibili commenti dei soliti leoni da tastiera che uniscono l’incidente con 14 morti, alla vittoria contestata dei Maneskin all’Eurovision.
Hanno prima diffamato il cantante dei Maneskin, definendolo cocainomane, poi deriso la morte di 14 persone, tra cui ci sono anche bambini. L’odio nasce dalla vittoria italiana all’Eurovision, ebbene si per una gara canora persa, si ironizza sulla morte di 14 persone. Sui social la gente “spazzatura” rivela il disagio che custodisce nell’anima, riversando odio sul prossimo, solo perché invidiosi del trionfo dei Maneskin. Ad alcuni francesi a non è bastato accusare Damiano, il cantante della band, di essere un cocainomane, sono andati oltre, troppo oltre. Damiano David è stato accusato anche da una rivista francese di aver assunto cocaina in diretta TV.
Il cantante oggi si è sottoposto al test anti droga, risultando negativo. Delle scuse, come minimo, sono dovute.
Questi alcuni dei messaggi incredibili scritti sui social: “Dio è felice quando gli italiani muoiono”, “Dio ha ucciso 13 figli di puttana italiani oggi. Grazie Dio. Baci”, “Questo è il karma, ahahah”, “Gli italiani sono disoccupati”, hanno scritto, l’altro ha risposto: “Si eliminano anche velocemente”, “L’Italia ha vinto l’Eurofestival per una pista e il giorno dopo perde una funivia per la stessa ragione”, “Caduta la funivia a Stresa: una giusta punizione del karma dopo il cocainagate dei Maneskin all’Eurovision”, “La funivia è gestita dalla mafia?”.
Tutto questo odio perché i francesi hanno perso una competizione musicale! Il nostro Governo dovrebbe pretendere delle scuse dalla Francia per come sono stati trattati i 14 morti e loro famiglie.
Va bene rosicare dopo aver perso, ma prendersela con i morti è qualcosa di veramente diabolico.
Anna Ammanniti