Arpino – La Terra di Cicerone c’è, una sfida dopo l’altra (VIDEO)

Sara Pacitto
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Nella mattinata, nel suggestivo salone delle conferenze presso Palazzo Boncompagni, è stata presentata la XL edizione del “Certamen Ciceronianum Arpinas”.

Un’edizione sicuramente insolita, costretta alle misure preventive disposte per il contenimento epidemiologico, ma sicuramente caratterizzata dal medesimo entusiasmo degli scorsi anni. 142 partecipanti, da 10 diverse nazioni europee, che domattina si incontreranno virtualmente per procedere alla prova scritta: una sfida intrapresa per realizzare un sogno degli studenti. Nonostante gli “imprevisti”, la Città di Arpino onora gli appuntamenti più importanti «La pandemia ha stravolto le nostre abitudini» commenta il sindaco Renato Rea «Dopo la defezione dello scorso anno, con il Consiglio di Amministrazione del Centro Studi abbiamo deciso di realizzare la XL edizione del Certamen Ciceronianum, consapevoli dei rischi che una situazione nuova può comportare. L’organizzazione è stata capillare: nella giornata di domani gli studenti si cimenteranno nella prova “a distanza”. Anziché essere l’Europa a venire ad Arpino sarà Arpino a lanciare un messaggio all’Europa, sempre nel nome di Cicerone. Auspichiamo che il prossimo anno si possa tornare a farlo in presenza: avere tanti giovani che girano nella nostra Città è tutta un’altra cosa». Il compiacimento del delegato alla Cultura Niccolò Casinelli «Un grande obiettivo centrato dal Consiglio di Amministrazione del Centro Studi Umanistici “Marco Tullio Cicerone”: quello di evitare un nuovo insopportabile rinvio. Siamo riusciti a conservare la continuità del Certamen Ciceronianum Arpinas ed a preservare la sua capacità di integrare nel segno di Marco Tullio Cicerone. Un ulteriore soddisfazione: aprire alla formazione ovvero, i migliori 50 studenti, coloro che domani si distingueranno nella traduzione del brano di Cicerone, avranno la possibilità di seguire un corso di alta formazione sulla figura di Cicerone. Non ci accontentiamo di celebrare la cultura, vogliamo produrla e questa apertura alla formazione siamo certi che continuerà anche nei prossimi anni». Presente anche il Dirigente Scolastico dell’I.I.S. “Tulliano” di Arpino, prof.ssa Paola Materiale «Non poteva mancare il saluto del Tulliano, la scuola che ha dato vita al Certamen. Va apprezzato il lavoro svolto dall’Amministrazione Comunale che, negli anni, ha continuato a favorire la presenza ad Arpino, nella patria di Cicerone, di tanti giovani europei, testimoni dell’attualità dei valori della cultura classica di cui Cicerone è uno dei rappresentanti più significativi. La formula “nuova” di questa edizione è sicuramente lontana dalla tradizione: io credo che vada considerata la ferma volontà di non far morire il Certamen». Contestualmente è stato presentato il progetto “Certamen-Borgo Futuro”, un’iniziativa finanziata dalla Regione Lazio che pone la Città di Arpino al centro di un nobile proposito, come spiega Niccolò Casinelli «Borgo Futuro costituisce uno dei moduli con cui abbiamo composto il dossier di candidatura a Capitale Italiana della Cultura. Ci eravamo ripromessi ed abbiamo promesso che tutti i moduli, tutte quelle iniziative, tutti quei progetti, sarebbero tornati al centro di un dibattito sul futuro del Borgo, su come ridare un valore urbanistico, sociale, culturale, alle piccole ed autentiche realtà. Arpino intende essere l’icona di questo progetto, vuole lanciare un grido di raccolta di una certa policy che, nel rispetto dell’autenticità, metta l’avvenire del Borgo al centro delle politiche future». È l’architetto Luca Calselli ad approfondire «Il progetto “Certamen-Borgo Futuro” nasce ad Alpino con l’idea di immaginare una nuova policy per le aree periferiche, ovvero i borghi italiani ed europei, abbandonati a causa del fenomeno del nuovo urbanesimo che favorisce le grandi conurbazioni. Con “Certamen-Borgo Futuro” Arpino è il modello da imitare: un borgo che sia vivibile, in grado di attrarre nuove residenzialità e, se possibile, frenare l’esodo. Questo lo facciamo con il Ministero dello Sviluppo Economico e con i più grandi pensatori e studiosi del tempo». Sara Pacitto
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