Vaccinare bambini ed adolescenti contro il Covid rappresenta un passo fondamentale verso il raggiungimento dell’immunità di massa. I giovani sono un vero e proprio serbatoio per la circolazione del virus.
Attualmente nessun vaccino anti Covid può essere somministrato al di sotto dei 16 anni. L’Ema sta valutando la possibilità di estendere ai giovani tra i 12 e i 15 anni il vaccino anti Covid della Pfizer-BioNTech. L’esito dell’Agenzia europea del farmaco è atteso entro giugno. Si tratta di una valutazione accelerata dei dati messi a disposizione dalla Pfizer-BioNTech, saranno presi in considerazione anche i risultati di un ampio studio clinico in corso sugli adolescenti partire dai 12 anni di età. Il regolamento pediatrico americano ed europeo prevede che tutti i vaccini in sviluppo debbano essere testati nella fascia pediatrica, solitamente divisa in due: dai 0 agli 11 anni e dai 12 anni ai 17 anni. Nelle sperimentazioni degli adulti metà dei volontari riceve un placebo, mentre in quelle pediatriche c’è una fase iniziale in cui si provano più dosi per trovare quella ideale. Al momento, tutti i vaccini in uso sono in studio negli adolescenti. Moderna e Pfizer-BioNTech sono quelle attualmente in fase più avanzata. Pfizer ha avviato da tempo uno studio su circa 6 mila ragazzi, tra cui anche cittadini europei. Moderna invece ha già completato lo studio sugli adolescenti e adesso si sta preparando per condurne uno sulla fascia dai 0 agli 11 anni. AstraZeneca farà uno studio anche sui ragazzi europei di entrambe le fasce di età: 0-11 e 12-17. Il Bambino Gesù è tra gli ospedali che hanno aderito al trial, tratterà 660 adolescenti tra i 12 e i 18 anni. Il vaccino di Johnson & Johnson sarà testato su 3.500 soggetti pediatrici. Tra i candidati J&J è quello ideale in quanto monodose, potrebbe essere facilmente somministrato a scuola. La comunicazione conclusiva dell’Ema dovrebbe arrivare entro giugno a meno che non siano necessarie informazioni supplementari. Anna Ammanniti
