ULTIM’ORA Vallecorsa – In conferenza stampa tutti i dettagli sul macabro ritrovamento (video)

Francesca Merolle
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Sono stati resi noti questa mattina in conferenza stampa tutti gli elementi che hanno portato alla scoperta del corpo di amando Capirchio, l’allevatore scomparso dalla sua casa di Vallecorsa il 23 ottobre scorso.

Armando Capirchio ucciso, fatto a pezzi e richiuso in due sacchi di juta. In uno i militari hanno rinvenuto la testa ed il tronco, nell’altro gli arti superiori ed inferiori. Accanto a questi altri due sacchi che contenevano animali morti. Forse l’omicida sperava che alcune bestie che vivono in quella selva, sentendo l’odore della carne,  potesserodivorare anche i resti  del povero allevatore. Ma così non era stato. Ieri mattina infatti in una cavità naturale profonda dieci metri in località Ambrifi, territorio di Lenola i carabinieri del Comando provinciale, unitamente  ai vigili del fuoco ed agli uomini del servizio speleologico di Roma e Alpino, hanno rinvenuto il corpo. A dare una svolta alle indagini così come riferito in conferenza stampa dal comandante provinciale dei carabinieri colonnello Fabio Cagnazzo sarebbero state proprio le dichiarazioni del figlio di Michele Cialei (l’uomo si trova detenuto in carcere dal 12 dicembre scorso perchè accusato di omicidio volontario). Il ragazzo infatti nel corso degli interrogatori aveva riferito che il giorno della scomparsa si trovava dal barbiere a Lenola.  Ma il lunedì i barbieri sono chiusi. Dunque il giovane stava mentendo. I guanti poi trovati nel sentiero dove erano state trovate tracce ematiche appartenenti a Capirchio avevano fatto sospettare di trovarsi di fronte ad un omicidio di <Lupara bianca>.

Le indagini per quanto riguarda la ricerca del corpo, si sono concluse ieri davanti ad una cavità  a forma di imbuto profonda almeno dieci metri. Le telecamere installate sugli elmetti degli speleologi  hanno illuminato a giorno quel buco profondo che aveva in superficie un diametro di 70 centimetri.  E proprio all’interno di questa, adagiati sul  terreno, sono stati trovati  i sacchi contenenti il cadavere smembrato del povero Capirchio.

I resti umani sono stati trasportati presso l’obitorio dell’Ospedale civile di Frosinone per gli accertamenti medico legali e tecnici da parte del R.I.S. CC di Roma e del medico legale, intervenuti sul posto. Intanto Michele Cialei, arrestato il 12 dicembre scorso per omicidio premeditato ed occultamento di cadavere continua  a tenere la bocca serrata e a non confessare il delitto consumato, con tutta probabilità, per motivi legati all’occupazione del suolo dove pascolavano gli animali.  Di certo c’è che  il pastore non avrebbe mai potuto fare tutto da solo. Oltre al figlio che è già iscritto sul registro degli indagati,  si cercano almeno uno o due complici.

Mar.Ming.

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