Si è svolta ieri l’udienza preliminare sulle inchieste “Urban Waste” e “Abbacchiopoli”, presieduta dal Giudice per le Udienze Preliminari del Tribunale di Frosinone Antonello Bracaglia Morante.
“Urban Waste” è l’inchiesta dei Carabinieri Forestale del Nipaaf di Frosinone comandati dal ten. col. Vitantonio Masi, con la quale si ipotizza una serie di atti di corruzione e abuso d’ufficio per il servizio di raccolta dei rifiuti a Sgurgola affidato alla Tac Ecologica, per i lavori di bonifica, disinfestazione e sistemazione del dissesto idrogeologico ad Anagni affidati alla ditta Biemme, per la potatura degli alberi all’Asl di Frosinone e per la tentata turbativa d’asta della gara per il servizio di raccolta dei rifiuti a Trevi nel Lazio. Per l’inchiesta “Abbacchiopoli” (nata dalla prima Urban Waste) la magistratura indaga sull’appalto per l’efficientamento energetico della scuola Bottini di Piglio e sulla disinfestazione sempre a Piglio affidata alla società Biemme. Le due inchieste vedono coinvolti 16 soggetti per presunti appalti pilotati e scambi di favori. Si tratta di Giovanni Luciano Bellardini funzionario del Comune di Sgurgola e amministratore della Biemme di Anagni; Paola Morgia e Mattia Bellardini, rispettivamente moglie e figlio di Giovanni Luciano Bellardini; Lorenzo Spaziani medico di Bellardini; Loreto Coratti dipendente Tac Ecologica; Marco Clemenzi; l’avvocato Filiberto Abbate (per lui il Pm ha chiesto l’archiviazione); Domenico Spaziani ex dipendente dell’Asl di Frosinone; il sindaco di Anagni Daniele Natalia; Tonino Ranelli dipendente dell’Ufficio Tecnico di Anagni; Alfredo Coratti ex amministratore unico della Tac Ecologica, società finita del mirino degli uomini del ten.col. Masi del Nipaaf; il sindaco di Sgurgola Antonio Corsi; Lucio Giuseppe Formaggi assessore del Comune di Sgurgola; Giuseppe Graziani tecnico comunale del Comune di Piglio, e due imprenditori romani. Il procedimento ha seguito due strade separate, il rito abbreviato per cinque di loro e rito ordinario per gli altri. Il Pm Barbara Trotta ha proposto al giudice una condanna per corruzione a quattro anni per l’ex dipendente Asl Domenico Spaziani, a tre anni e due mesi per corruzione per il tecnico comunale di Piglio Giuseppe Graziani e a tre anni per gli imprenditori romani. Sono stati chiesti sei mesi per il medico Lorenzo Spaziani per un certificato ritenuto falso a Luciano Bellardini. Dopo le richieste della Procura, ieri i difensori dei cinque imputati hanno chiesto la definizione della loro posizione con il rito abbreviato. Il giudice ha rinviato a giugno le eventuali repliche, quando si deciderà sulle richieste dei riti abbreviati e sui rinvii a giudizio. Anna Ammanniti
