Anagni – Città dei vaccini priva dell’essenziale, la rabbia dei medici di famiglia

Ettore Cesaritti
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Mentre le industrie farmaceutiche dislocate sul territorio vedono riconosciuta la loro professionalità dall’aumento di commesse che inorgoglisce, i medici chiedono dosi senza ricevere risposta.

I medici di famiglia operanti nella città dei papi, tra i quali veri pilastri della professione e della dedizione ai loro pazienti (e non solo), sono delusi dal comportamento della Regione che, con i roboanti comunicati che ripetono quotidianamente i successi dietro i quali non mancano diverse verità, risponde picche ad istanze serie e strategicamente valide. Il concetto, basilare, è piuttosto semplice: se la Asl regionale ha inviato personali inviti alla vaccinazione antinfluenzale, perché non utilizzare gli stessi elenchi per il vaccino anti-Covid invece della lotteria a chi riesce a prenotarsi? E soprattutto: basta un semplice calcolo da pizzicarolo, per accorgersi che basterebbero poche centinaia di dosi ad ogni medico per ultimare in meno di un mese la vaccinazione totale. Al contrario, ci sono soggetti che nonostante l’età avanzata non riescono a vaccinarsi per la difficoltà di reperire il siero lodo adatto, e dai vari centralini della Asl le risposte, quando rispondono, sono vaghe ed approssimative. Una vera delusione. Jackal
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