Focus – Lavoratori sportivi senza indennizzo da un anno a causa della burocrazia!

Anna Ammanniti
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Migliaia di imprenditori dello sport dall’inizio della pandemia senza un euro di indennizzo, a causa della burocrazia.

Una vicenda assurda che a come titolo di coda una questione ancor più paradossale. L’anno scorso a febbraio scoppia la pandemia da Coronavirus. Non si conosce il virus, non si sa come arginare i contagi. Il Governo adotta la soluzione più ovvia, chiudere tutto per cercare di fermare la corsa del Covid. Lo Stato mette a disposizione dei contributi, il Bonus Sport, una sorta di ristoro per i collaboratori sportivi. A marzo 2020 l’Inps dovrebbe aprire le piattaforme per le richieste. I lavoratori sportivi si recano numerosi ai diversi Caf distribuiti sul territorio, che presentano istanza all’Inps. Dopo circa 10 giorni la società Sport e Salute con un comunicato annuncia che le domande per il Bonus Sport vanno presentate sulla sua piattaforma. Questo è il passaggio in cui si crea confusione. I collaboratori sportivi cercano con urgenza di bloccare la richiesta effettuata all’Inps e rivolgersi per l’indennizzo alla società pubblica Sport e Salute. Il Decreto per i ristori prevedeva che non si potevano presentare domande a due enti e poco importa se i collaboratori sportivi avevano bloccato la domanda all’Inps e addirittura restituito quanto percepito. A distanza di un anno i collaboratori sportivi ancora non ricevono aiuti, perché bloccati per incongruenze Inps! Ma oltre il danno anche la beffa! Parecchi lavoratori sportivi rischiano addirittura la denuncia per falsa autocertificazione, avendo sulla carta richiesto due indennizzi! Le parole amareggiate di un gruppo di collaboratori sportivi. “Questo è l’assurdo buco nero in cui sono caduti i lavoratori sportivi! Viviamo un periodo di grande difficoltà e a causa di alcuni enti parecchi collaboratori si ritrovano senza sostegno. Quello che fa davvero rabbia è il fatto che non si sia riusciti a trovare una soluzione per i lavoratori, solo per un “errore burocratico”. Mi riferisco in particolare a tutti quei collaboratori che nonostante vi siano le condizioni, così come previsto dal D.L. n.18 del 18 marzo 2020, ad oggi non vedono riconosciuto il diritto di ricevere un sostegno da parte dello Stato. Si trovano ancora incartati nel cavillo creato dalla società Sport e Salute chiamato incongruenze Inps.” Un appello alla società Sport e Salute, quello di sbrigare il pasticcio fatto l’anno scorso e permettere ai lavoratori sportivi di percepire quello di cui hanno diritto. Anna Ammanniti
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