Msgc – Un secolo di vita tra difficoltà e soddisfazioni, auguri nonno Michele! (video)

Irene Mizzoni
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Spegne cento candeline Michele Sili (classe 1921) circondato dall’affetto dei familiari.

Originario della Lucca, figlio di padre 90enne e madre centenaria entrambi lavoratori di terre. Otto fratelli e tre quasi vicini al traguardo dei cento anni. Una vita trascorsa nei campi, fino a 20 anni quando sposò Grazia Cervoni. Dieci giorni dopo il matrimonio, Michele partì per la guerra: destinazione la Grecia. Durante il viaggio molte navi vennero affondate, tranne la sua. Ha combattuto al fianco dei tedeschi contro i partigiani, ma durante uno scontro, lui ed altri soldati provarono a fuggire. Furono recuperati da tedeschi e per evitare la morte, con le armi puntate alla tempia, si gettò da un dirupo dentro un fiume. Nella fuga, incappò nei partigiani che lo portarono con loro, in attesa di giustiziarlo. Un generale decise invece di graziarlo e di farne un cuoco. Alla fine della guerra, divenne schiavo di una famiglia greca per cinque terribili anni che Michele ancora oggi ricorda tra le lacrime. Intanto ai confini c’erano le truppe di militari addetti a rimpatriare gli italiani che erano in Grecia, ma il suo padrone non voleva mandarlo via. Nonno Michele decise di scappare, dormì all’aperto e al freddo in nascondigli di fortuna. Alla fine riuscì ad imbarcarsi e a tornare a casa. Una bellissima sorpresa per la moglie che lo credeva morto ma che lo aveva aspettato. Una vita dura e avventurosa che alla fine ha portato nonno Michele a ricongiungersi con l’amata Grazia. Non si perse d’animo nemmeno quando durante la guerra si ammalò di malaria. Oggi che c’è il Covid-19, viene tenuto al sicuro in casa, accudito amorevolmente da figli e nipoti che gli fanno tanti auguri in attesa di poter tutti insieme festeggiare l’eccezionale traguardo.
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