Anagni – Gestione pandemia, cittatrepuntozero: “Attendiamo risposte”

Anna Ammanniti
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Il movimento cittatrepuntozero aveva chiesto risposte al sindaco e amministrazione comunale riguardo la gestione della pandemia da Covid.

Questa la nota stampa di cittatrepuntozero: “Partiamo dalla conclusione del nostro articolo: “Attendiamo risposte, sarebbero gradite nel merito oppure dovremo continuare ad abituarci ad improperi gratuiti sia dei diretti interessati sia di fidi scagnozzi?”. Questa invece la replica da parte della maggioranza: “Fioramonti ha rispolverato il vestito buono da sciacallo professionista”; “è duro di comprendonio”; “è egocentrismo, è spocchia, è polemica è menzogna”. Questo non è dibattito politico: dibattito politico è rispondere in maniera puntuale ai quesiti posti, anche se scomodi. Dibattito politico è spiegare a chi potrebbe aver frainteso le ragioni di scelte operate, dibattito politico è non confondere volontariamente le acque. Chi ha scritto la replica non ha compreso il senso dell’articolo anche se ci sembra di essere stati chiari: non abbiamo accusato gli esercenti di bar e ristoranti cui va tutta la nostra solidarietà in un momento così difficile; abbiamo chiesto unicamente conto dei mancati controlli. Si può e si deve dialogare con rispetto, assumendosi le proprie responsabilità a patto che si abbiano argomenti per ribattere: le offese e la denigrazione personali non sono risposte ma l’evidenza della pochezza delle argomentazioni. Parlare di “copia e incolla” di frasi in latino è inutile e risibile. Ci stupisce dolorosamente che il nostro sindaco, avvocato e stimato professionista, avalli risposte che scadono al livello delle liti tra bulletti. Reiteriamo dunque le nostre domande: il controllo sul mancato rispetto delle regole è stato fatto? Come è possibile che si siano visti capannelli di persone in giro? In piena pandemia, con un indice di contagio in fortissima crescita, la “domenica ecologica” del 21 febbraio era proprio necessaria? È stato utile consentire le visite guidate? O incoraggiare l’apertura dei bar? È così alto il  prezzo che i nostri amministratori sono disposti a pagare pur di ricevere qualche consenso? Vorremmo porre anche un’altra domanda legata alla triste ed annosa questione della riapertura del nostro ospedale: se le promesse contenute nel vostro programma elettorale, che tanti voti vi hanno portato, fossero state mantenute la cittadinanza tutta non sarebbe stata un po’ più tranquilla? E non ci riferiamo solo al COVID-19 ma a qualsiasi urgenza che, nelle attuali circostanze, diventa quasi impossibile da affrontare. Visto che chiedere è lecito e rispondere è cortesia, Sindaco! potrebbe cortesemente rispondere nel merito alle domande poste? #andateacasa”
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