Ceprano – Nido e mensa, Cacciarella: “Si al dialogo, no agli sciacalli”

Carlo Capone
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Sui social in questi giorni si fa sempre più rovente la polemica riguardante la futura chiusura dell’asilo nido “Pollicino” e l’esternazione della mensa. Non sono mancati interventi molto duri, per esempio, da parte dell’ex vicesindaco Colucci e del Movimento Cinque Stelle. Nelle ultime ore a rispondere è stato il vicesindaco Vincenzo Cacciarella, che ha lasciato ad un accorato post su facebook le sue riflessioni.

Spiega Vincenzo Cacciarella: <In questi giorni si stanno strappando i capelli. Lanciano appelli del tipo: no alla chiusura del nido, no alla esternalizzazione della mensa. Cavalcano l’onda di ciò che hanno prodotto, questo è il paradosso più grande>. Entra nel merito della questione della chiusura dell’asilo l’esponente della giunta Galli: <Nulla è stato ancora deciso in merito al nido, alla mensa scolastica e al personale, perché non sono decisioni che si prendono su due piedi ma si prendono sulla base dei numeri e di valutazioni politiche/amministrative oculate. Una cosa è certa, in questi giorni stiamo dialogando con Corte dei Conti, Ministero degli Interni, Ministero dell’Economia e Finanze perché stiamo facendo tutto il possibile per risolvere i problemi che altri ci hanno lasciato, gli stessi che oggi lanciano appelli grotteschi>. Spazio poi anche alla questione mensa: < Come stiamo dicendo ai genitori in questi giorni, non appena avremo una bozza di proposta chiara sulla quale discutere ci sarà la convocazione. Ad oggi non ci sono decisioni assunte>. Conclude Cacciarella: <Quanta incoerenza, quanto populismo e soprattutto quanti anni ha perso questa città a causa di scelte politiche e amministrative fallimentari. Oggi c’è bisogno di idee e soluzioni e non dello sciacallaggio politico, soprattutto da parte di chi dovrebbe dare spiegazioni alla città sul perché non ha accantonato un euro in dieci anni rispetto ai debiti che tutti conoscevano, preferendo fare feste e festicciole costate decine e decine di migliaia di euro l’anno applicando l’avanzo di amministrazione, senza lasciare nulla di strutturale sul piano delle iniziative culturali e senza aver messo in sicurezza le casse dell’Ente>. CAP  
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