La campagna vaccinale potrebbe finalmente subire un’accelerazione, il vaccino russo Sputnik potrebbe essere un’altra valida arma per combattere il Covid.
Qualche giorno fa sono arrivate 7500 dosi del vaccino Sputnik nella Repubblica di San Marino, c’è attesa anche in Italia, si aspetta il via libera di Ema. Il vaccino Sputnik V sviluppato dall’Istituto di Ricerca Gamaleya alle dipendenze del ministero della Salute russo, è basato su due tipi di adenovirus umano inattivati, incapaci di replicarsi e di causare malattia. Alla fine della sperimentazione è stata rilevata un’efficacia del 91,4%. Somministrato in un due dosi diverse, Ad26 per la prima dose e Ad25 per la seconda, a 21 giorni dalla prima, per scongiurare il pericolo che, dopo la prima dose, l’organismo produca anticorpi con una conseguente riduzione di efficacia della vaccinazione. Non richiede temperature molto basse per la conservazione. L’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato chiede di accelerare le procedure burocratiche e di valutare la possibilità di autorizzazione di emergenza da parte di Aifa. “Se l’Europa è in ritardo sulle coperture vaccinali in parte è dovuto anche alle burocrazie che rallentano i processi di autorizzazione dei nuovi vaccini. Nessuno chiede che non vi siano le giuste ed opportune verifiche degli standard qualitativi, ma si sta chiedendo di accelerarle e soprattutto di evitare le pastoie burocratiche. Ad esempio a quanto ci risulta il vaccino russo Sputnik V si è già sottomesso alle valutazioni di EMA, ma c’è un certo ritardo nelle procedure di presa in carico. Nella situazione attuale sarebbe utile che AIFA prendesse in esame la possibilità di autorizzare in emergenza il vaccino Sputnik V così come ogni altro vaccino che si sta già utilizzando in larga parte del mondo. Oggi l’obiettivo è mettere in sicurezza le nostre comunità”. Anna Ammanniti
