Prima l’integrazione dei punti, poi la seduta-gincana troppo complicata per arrivare a meta. Quindi i punti da dover ritirare e alla fine la beffa. Quello di ieri sera è stato un consiglio comunale da etichettare tout court di fine mandato, che ha mostrato un gruppo-maggioranza che è ancora insieme solo per le “uscite” ufficiali e che, quando serve il ragionamento e un pò di strategia efficiente, toppa.
Siamo all’ultimo punto dell’ordine del giorno. E’ la mozione di Pintori sull’“Assegnazione e utilizzo di immobili di proprietà comunale”. Il sindaco prende la parola e dice che l’intento è lodevole ma che un regolamento per l’assegnazione degli immobili è già nella sua agenda e che quindi, al momento del voto si asterrà. Lo seguono i suoi, tutti astenuti mentre quattro consiglieri di opposizione votano a favore. “E che succede ora?” chiedono dall’opposizione. “I giochetti valgono solo per voi?” dice Vinciguerra. Qual è l’esito della votazione? Viene interpellata la segretaria comunale che poco prima, relativamente ad un’altra votazione finita con 7 voti a favore, 3 astenuti e 4 contrari, aveva risposto che i voti degli astenuti non contano, approvando così quel punto con soli 7 favorevoli (fra l’altro insufficienti per la immediata esecutività). Al voto sulla mozione Pintori, la maggioranza si astiene tutta. I favorevoli sono 4, l’opposizione presente. Il presidente sta per decretare bocciata la mozione ma l’opposizione protesta, si chiedono chiarimenti. “Contano o non contano gli astenuti?”. Prova a metterci una pezza il sindaco, poi il presidente del consiglio. Si consulta la segretaria, il regolamento e alla fine il gruppo De Donatis scopre di esser caduto sulla mozione di Pintori che viene approvata con i voti favorevoli di Antonio Farina, Ernesto Tersigni, Fabrizio Pintori, Augusto Vinciguerra. Un pasticcio per il gruppo del sindaco che nasconde in malo modo l’involontario endorsement. La seduta non era stata facile neanche prima. Sono stati 3 i punti ritirati. Per più volte il gruppo di maggioranza ha votato per invertire i punti in discussione, in attesa che arrivassero i necessari pareri dei revisori. Non sono arrivati e il presidente del consiglio è stato costretto a ritirarli. Sono passati i punti relativi alla “conferma aliquote e detrazioni IMU”, al “Piano delle alienazioni e valorizzazioni immobiliari” relativo al patrimonio immobiliare comunale per il triennio 2021-2023 ai sensi dell’art. 58 della Legge 6 agosto 2008 n. 133 e ss.mm.ii.; la “Ricognizione aree per l’edilizia residenziale pubblica”, la “Razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche ex art. 24, D.Lgs. 19 agosto 2016 n. 175 come modificato dal D.lgs. 16/06/2017 n. 100 – Ricognizione partecipazioni detenute al 31/12/2018”, la “Razionalizzazione periodica delle partecipazioni pubbliche ex art. 24, D.Lgs. 19 agosto 2016 n. 175 come modificato dal D.lgs. 16/06/2017 n. 100 – Ricognizione partecipazioni detenute al 31/12/2019”. IreMiz
