Frosinone – Bimba lasciata senza pasto, interviene l’assessore ai servizi sociali

Alessandro Andrelli
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Bimba di tre anni lasciata senza pasto perchè i genitori risultavano morosi, la madre ribadisce: “non sono mai stata contattata dalla ditta erogatrice per segnalare la mia indadempienza. La mia è stata soltanto una distrazione. Una distrazione che ha pagato mia figlia che non ha potuto usufruire della mensa. Io e mio marito siamo persone oneste e non ci sogneremo mai di approfittarci di qualcuno. Addirittura la ditta per poter contattare i genitori ci aveva fatto scaricare una app. Ma a me non è mai arrivato nulla. La situazione sta in questi termini: dovevo all’azienda che eroga i pasti poco più di 30 euro. E per tale motivo sono stata costretta a riportare mia figlia a casa perchè le è stato impedito di mangiare”. Sulla vicenda è sceso in campo l’assessore ai Servizi Sociali del Comune Massimiliano Tagliaferri il quale in nota nota ha scritto.

“L’amministrazione comunale mette a disposizione un contributo apposito rivolto a quelle famiglie che, in possesso di determinati requisiti, facciano richiesta di un sostegno per poter fronteggiare determinate situazioni di criticità, sia connesse al reddito, sia di carattere economico-sociale che, specie in questo periodo di emergenza sanitaria, hanno purtroppo coinvolto un numero sempre maggiore di persone. Siamo ben consapevoli, delle problematiche economiche e sociali derivanti dalla pandemia tuttora in corso e, come nostra abitudine, intendiamo venire incontro alle esigenze di tutti i cittadini, specie di chi ha più bisogno. Diversa è la situazione di coloro che, per disinteresse o per mera dimenticanza, saltano il pagamento dell’importo dovuto alla ditta concessionaria. L’amministrazione – ha concluso l’assessore Tagliaferri – richiederà espressamente alla ditta concessionaria del servizio di ristorazione di contattare gli uffici comunali qualora dovessero verificarsi casi di inadempienza ai pagamenti, al fine di evitare, così, la mancata erogazione del pasto, oltre che spiacevoli disguidi o strumentalizzazioni, ma questo non può, certamente, diventare la regola o, addirittura, motivo”. Ma la madre della piccina continua a ribadire di non essere mai stata contattata dalla ditta erogatrice dei pasti per sollecitare il pagamento della mensa. “Si tratta di una dimenticanza – ha tuonato- la donna- potrebbe accadere a chiunque una svista. Ma è assolutamente falso che sarei stata sollecitata al pagamento in più di qualche occasione. La prima volta che sono stata contattata dal personale scolastico è stato giovedì scorso alle 12.40 quando mi è stato riferito che mia figlia non avrebbe mangiato perchè non ero in regola con i pagamenti”. Mar.Ming.
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