L’accusa lanciata in consiglio comunale dal sindaco di Cassino, Enzo Salera che in un lungo intervento ha definito ‘feccia’ una parte della minoranza, ha indotto parte del gruppo di opposizione a replicare.
“Il primo dovere di un sindaco è quello di rivolgersi, documenti alla mano, all’autorità giudiziaria nel momento in cui ravveda la presenza di eventuali soggetti dal comportamento illecito, in consiglio comunale – spiegano Giuseppe Golini Petrarcone, Francesco Evangelista, Salvatore Fontana, Massimiliano Mignanelli e Luca Fardelli. Denunciare attraverso alcuni media, la presenza di ‘feccia’ nel gruppi di minoranza, vuol significare puntare il dito contro tutti i consiglieri che siedono tra i banchi dell’opposizione. Mai un sindaco di Cassino ha usato un termine tanto spregevole nei confronti di colleghi ‘rivali’. Il dibattito politico può essere consentito ma ci sono dei limiti che non devono mai essere superati. Se il sindaco è certo che tra le fila della minoranza esistano persone che si comportano contro Legge, ebbene ha l’obbligo Istituzionale di presentare una formale denuncia e non contro ignoti e poi ha l’obbligo morale di riferire il nominativo di chi, con il suo comportamento irrispettoso, può ledere l’immagine di Cassino. Siamo pronti a prendere provvedimenti anche estremi nel caso in cui queste accuse dovessero essere comprovate e documentate. In caso contrario saremo costretti a procedere per le vie legali chiedendo al Sindaco (personalmente e non come Istituzione) il risarcimento del danno morale. Nel caso in cui il tribunale riterrà opportuno darci ragione, il risarcimento sarà interamente devoluto alle famiglie indigenti della città”. Redazione
