Si è tenuto nella mattinata un flash mob che ha coinvolto gli studenti della scuola primaria e della secondaria di primo grado di tutti i plessi dell’Istituto Comprensivo Sora2 “Riccardo Gulia”.

Il plesso di Carnello si è esibito presso la piazza adiacente la struttura scolastica; il plesso Selva dinanzi la Chiesa di San Domenico; il plesso Schito Vicenne in piazza Indipendenza; il plesso Ruggeri nella piazzetta antistante il palazzo comunale; il plesso San Rocco in piazza Santa Restituta.
Un’iniziativa fortemente voluta dal Dirigente Scolastico avv. Maddalena Cioci, per lanciare un messaggio di sensibilizzazione nei confronti della comunità educante e di tutti gli studenti che, in questo particolare periodo, stanno affrontando con costanza e determinazione le innumerevoli difficoltà dovute alla pandemia. L’idea del flash mob è

nata dall’intenzione di riscoprirsi uniti, nonostante l’emergenza sanitaria imposta dal Covid ci tenga divisi fisicamente, gli uni dagli altri: una straordinaria occasione che ha favorito un momento di “normalità” e di speranza. Non a caso la coreografia del plesso di Carnello sulle note del brano “Don’t Worry”, Non Preoccuparti, di Boomdabash: «Per me la speranza c’è ancora, per me la speranza è questa. Guarda quanti bimbi a giocare giù in piazza, cantando a squarciagola una canzone d’amore».
La scuola c’è ed intende dimostrare alla comunità che, malgrado le molteplici limitazioni, il percorso formativo viene eseguito ed arricchito, come indica lo slogan, da idee e pensieri, parole e musica.
Il panorama scolastico si stringe e si consolida intorno agli studenti: accantonata la “normalità” delle azioni che si compivano prima, la pandemia non annienta i principi ed i valori educativi e formativi, si riesce comunque a ritrovarsi: «Il virus non ci ha separati».
Questo è il messaggio del flash mob: mettere in luce l’attività degli alunni che seguono le lezioni e, con le rispettive insegnanti, continuano a lavorare, superando ogni criticità. Insieme alle famiglie, la scuola educa e forma le nuove generazioni, proiettando i bambini in un futuro in cui saranno protagonisti essenziali, adulti consapevoli e responsabili. Inoltre, l’incontro tra scuola e società promuove maggiore autoregolamentazione nel virtuoso processo dell’apprendimento e delle ambizioni degli alunni.
Sara Pacitto