Gino se ne è andato in punta di piedi, con l’angoscia nel cuore.
Quel cuore fragile che lo aveva già tradito una volta. Ma guai ad arrendersi. Gino amava la vita in ogni sua espressione. Marito amorevole e padre esemplare, la sua famiglia la sua forza. Classe 1949, cancelliere presso la

Procura della Repubblica prima a Teramo, poi a Roma presso il Ministero di Grazia e Giustizia. Negli ultimi anni era tornato a Frosinone, sempre in Tribunale, dove poi è rimasto fino alla pensione.
Il covid se l’è portato via questa notte, tra il dolore dei familiari, ma anche di tanti conoscenti che avevano imparato a volergli bene.
Tutto è iniziato pochi giorni fa con una febbre banale, poi la situazione è presto degenerata. Il cardiologo di fiducia aveva invitato la famiglia a tenere sotto controllo la saturazione. Purtroppo Gino era anche cardiopatico. Ma lui in ospedale non voleva andare, aveva paura del coronavirus e di non tornare più a casa. E così è andata. Venerdì scorso un’ambulanza lo ha prelevato dalla sua abitazione di Colli e lo ha portato allo Spaziani di Frosinone dove è stato subito ricoverato per ulteriori accertamenti. Poche ore dopo, l’esito del tampone: Gino aveva contratto il virus maledetto. Due giorni appena in osservazione. Ma alla fine il suo cuore non ha retto. I funerali si terranno venerdì mattina, alle ore 11, a Colli nella chiesa di San Lorenzo. Numerosi i messaggi di cordogli giunti in queste ore alla famiglia. Gino era un ‘gigante buono’, amico di tutti, sempre pronto a dare una mano. ‘Una persona a modo –il ricordo dell’ex sindaco Antonio Cinelli- sempre sorridente. Una perdita grave che mi ha addolorato, Gino era un cittadino che ha sempre partecipato alla vita politica del paese. Sono vicino alla famiglia’. Che la terra ti sia lieve.