Anagni – Luminarie di Natale, invece di Silent Night il valzer delle contraddizioni

Ettore Cesaritti
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Nei giorni scorsi gli automezzi della Drago, a servizio degli operai impegnati nel montaggio delle luminarie anche sotto la pioggia battente, hanno rimosso dal torpore alcuni rappresentanti politici, che non hanno esitato a sparare bordate sui dominatori della Sala Gialla.

Al grido di “luminarie d’oro”, il PD ha diffuso il contenuto della determina che assegna ben 80mila euro (cent più, cent meno) alla ditta (che non è la Drago) per appendere e poi staccare i filamenti luminescenti. Alle rimostranze di Egidio Proietti si sono aggiunte quelle di altri oppositori (Cittatrepuntozero, Anagni Cambia Anagni …), non meno velenosi dell’avvocato di Vignola. A difesa dell’operato dell’amministrazione, impersonata dall’assessore Retarvi e dal consigliere Giovannelli Protani, qualche parente e pochi sodali. La confusione, al momento, non ha consentito un’analisi serena di quanto sta accadendo. Probabilmente nessuno è contrario a rallegrare le strade e le piazze del centro e delle periferie; semplicemente, la spesa sembra eccessiva, addirittura folle. Nella città dei papi capita che gli interventi, in genere, costino più che altrove: verificato. La cosa più vergognosa, è però in questo caso il ricorso ai bambini come giustificazione per l’enorme spreco (poveri piccoli, pure il Natale senza luci vorrebbero fargli passare quei cattivoni!). Con ottantamila euro si possono installare luminarie e distribuire ad ogni famiglia un flussimetro ormai indispensabile. Cari amministratori, pensateci … Jackal  
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