Omicidio Feroleto – La mancata testimonianza di Anna Vacca: sconcerto in aula

Angela Nicoletti
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Non ha mai guardato in viso l’ex compagno ma non ha voluto deporre a suo carico.

Anna Vacca, convivente per oltre venti anni di Nicola Feroleto, con un inaspettato colpo di scena in aula a Cassino, si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Avrebbe dovuto confermare alla Corte d’Assise presieduta da Donatella Perna, le dichiarazioni fatte ai carabinieri nel corso delle indagini riguardanti l’omicidio di Gabriel Feroleto, il bimbo di due anni e mezzo assassinato il 17 aprile del 2019. Per la sua morte sono finiti in carcere con l’accusa di omicidio volontario la madre Donatella Di Bona e il padre Nicola Feroleto. Anna Vacca e il figlio Valentino Feroleto avrebbero dovuto mettere nero su bianco le tante stranezze messa in atto dall’uomo quel pomeriggio di aprile e la richiesta che lo stesso fa, nella sala di attesa della caserma dei carabinieri di Cassino, senza sapere di essere intercettato. “Se ti chiedono dove stavo a quell’ora, devi dire che stavo con te” dice l’uomo alla compagna. La donna, insospettita da questa richiesta, replica: “Perchè devo mentire, che hai combinato a quel bambino?”. Passaggi importanti ed essenziali per l’accusa, composta dai magistrati Roberto Bulgarini Nomi e Valentina Maisto, e che ora potrebbero divenire inutili. Un’udienza difficile e ricca di emozioni che ha fatto anche emergere uno spaccato di degrado e disumanità come pochi. Un bimbo di due anni ucciso senza pietà e nessuno che ha il coraggio di rendergli quella giustizia morale che in vita gli è stata negata. Angela Nicoletti
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