FOCUS – Incendi boschivi, intervista al col. Lopez: “Non solo un reato, ma evento devastante per la natura”

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Ogni anno, soprattutto d’estate con le alte temperature e la vegetazione secca, scoppiano incendi che interessano migliaia di ettari di verde. I roghi potrebbero essere evitati o limitati nel danno prodotto, adottando comportamenti preventivi. Molti incendi sono legati al mancato rispetto delle prescrizioni specifiche e altri alla volontà criminale dell’uomo. Le azioni incendiarie causano danni ambientali spesso irreversibili, oltre che considerevoli danni economici.

Gli incendi boschivi sono quelli che divampano appunto in un bosco e sono tra i più frequenti. Avvengono per diverse cause, la maggior parte delle volte sono di origine dolosa. In alcuni casi sono provocati da azioni irresponsabili dell’uomo e questi possono essere evitati con accortezza e buonsenso. In altri casi sono provocati dagli incendiari, ossia persone che incendiano volontariamente e consapevolmente. Poi ci sono i piromani che sono soggetti disturbati psicologicamente con intensa ossessione verso il fuoco, che spesso si attenua con l’accensione intenzionale di incendi. Di chi è competenza la prevenzione e repressione degli incendi boschivi? Quali sono gli effetti ambientali, le prescrizioni e i divieti vigenti nel territorio regionali, quali sono le sanzioni previste? Parliamo dell’argomento con il colonnello Giuseppe Lopez del Gruppo Comandante dei Carabinieri Forestale di Roma. “Le competenze in materia di previsione, prevenzione e repressione sono state attribuite dalla Legge n. 353 del 2000 alle Regioni che l’esercitano attraverso normative regionali specifiche, le organizzazioni di Protezione Civile, gli enti locali (sindaci, Comuni) e tramite convenzioni con i Vigili del Fuoco per la fase di spegnimento. Per quanto riguarda le competenze dei Carabinieri Forestale facciamo riferimento al Decreto Legislativo 177 del 2016 art. 7 comma 2 lettera g) che attribuisce le attività di prevenzione e repressione delle violazioni compiute in materia di incendi boschivi. In tema di prevenzione la Regione, attraverso il Piano Regionale antincendio boschivo, oltre a prevedere il periodo di grave pericolosità per gli incendi boschivi (nel Lazio dal 15 giugno al 30 settembre) dovrebbe individuare le azioni determinanti anche solo potenzialmente l’innesco di un incendio boschivo. Parte di queste azioni è già prevista nella Legge Regionale Forestale (la n.39/2002). Altre possono essere individuate dai sindaci in sede di emissione di specifiche ordinanze. Durante il periodo estivo l’attività dei Carabinieri Forestale si concentra sulla verifica del rispetto delle misure di prevenzione (divieto di accensione fuochi, obbligo di mantenere puliti i fondi agricoli soprattutto confinanti con strade e boschi, divieto di utilizzo di apparecchi a fiamme, che possono produrre scintille). Le sanzioni per l’inosservanza sono abbastanza pesanti e vanno da 1000 a 10 mila euro per le violazioni dei divieti previsti dalla Legge 353 e da 25 a 500 euro per le violazioni delle ordinanze comunali. Nel caso di incendio boschivo se il responsabile ha agito per colpa, ossia per imprudenza, imperizia o per non aver osservato le disposizioni di legge o regolamenti, rischia la reclusione da uno a cinque anni. Nel caso in cui l’incendio sia di origine dolosa (volutamente cagionato) il responsabile può essere punito con la reclusione da quattro a dieci anni. A ciò si aggiunga anche il risarcimento del danno sia a favore dello Stato che a favore dei proprietari dei terreni e dei boschi attraversati dal fuoco. Il passaggio del fuoco su di un bosco ha un effetto devastante sia sulla flora che sulla fauna. Infatti tutta la vegetazione viene carbonizzata e viene mineralizzata. Tutta la sostanza organica presente nelle piante e nel suolo, rimanendo esclusivamente cenere sul terreno, è soggetta a dilavamento per effetto delle piogge con conseguente impoverimento del terreno. Il passaggio del fuoco determina la morte di tutti gli animali che non riescono ad allontanarsi tempestivamente e causa l’emissione in atmosfera di fumi e altre particelle. La reazione del bosco al passaggio del fuoco varia in funzione della composizione del bosco stesso. Boschi di conifere possono uscire quasi indenni se il fuoco è radente, vengono irreversibilmente distrutti se il fuoco interessa le chiome degli alberi. I boschi di latifoglie hanno una maggiore capacità reattiva e possono riprendersi dopo il passaggio del fuoco, rigenerando nuovi fusti che possono sopravvivere solo se il fuoco non ripercorre il bosco a breve termine. In ogni caso, oltre che un reato grave (considerato delitto), gli incendi rappresentano un evento devastante per l’ecosistema determinando una regressione dell’evoluzione naturale della biocenosi.” Anna Ammanniti
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