Il consigliere comunale di Isola del Liri, Mauro Tomaselli, interviene sulla spinosa questione della ricostruzione delle zone terremotate. Ecco la nota.
<<Nelle zone classificate a rischio simico – spiega Tomaselli – la legge prevalente non può essere quella paesaggistica, ma ‘’deve essere la normativa antisismica’’; solo cosi è possibile tutelare le vite umane ed anche il paesaggio in quanto si riduce il rischio di crolli e distruzioni. Va abolito il nuovo piano paesaggistico regionale, un impiastro di pianificazione, vincoli irreali imposti indiscriminatamente quasi ovunque e quasi sempre su zone da non vincolare. Per la ricostruzione sarebbe stato giusto dare i soldi direttamente ai cittadini. Tutti si chiedono perché dopo anni trascorsi dalla distruzione per effetto degli eventi sismici le cose non sono cambiate, cioè tutto quanto distrutto non è stato ancora ricostruito. Buona parte dell’inerzia è dovuta alle norme assurde inserite nel nuovo piano territoriale paesaggistico regionale (p.t.p.r.) e alle conseguenti complicazioni burocratiche, come l’art. 14 bis o la legge Pirozzi la quale è una procedura che comporta l’impossibilità di costruire o di adeguare (come previsto dagli art. 11-12-13 della stessa legge Pirozzi dove tutto deve essere conforme al paesaggio). Il sottoscritto sta combattendo dal 2008 anche con manifestazioni di piazza con decine di macchine agricole per l’abolizione del p.t.p.r . “che è un insieme di norme folli che tra l’altro blocca qualsiasi sviluppo e ricostruzione delle zone terremotate. Quanto sopra indicato è stato denunciato dal sottoscritto nella delibera del c.c. n° 46 del 2016 ‘’solidarietà ai comuni terremotati del centro Italia’.’ E in seguito nella proposta di delibera fatta dalla minoranza del 2 aprile 2019, dove si chiede alla regione di annullare il p.t.p.r. poi disattesa dalla maggioranza Quadriniana (di Isola del Liri, ndr) nella quale già avevo previsto che non avrebbero ricostruito nulla con effetti disastrosi sull’economia da parte dei cittadini. Sempre con la delibera n°46 del 2016 ho proposto per la ricostruzione che il governo doveva pretendere l’intero finanziamento dall’Europa ( 5/10 miliardi di euro) e che bisognava demolire e poi ricostruire il necessario, dando i soldi direttamente ai comuni i quali erogheranno i soldi direttamente ai cittadini che a loro volta incaricheranno i tecnici e imprese che in base alla normativa antisismica ricostruiranno tutto e subito senza il rischio tangenti. Il rischio tangenti è sempre ipotizzabile e grave in quanto può incidere sulla qualità delle opere da realizzare. L’obiettivo del p.t.p.r. deve essere quello di consentire opere compatibili con il paesaggio ma non quello di impedire qualunque cosa, bloccando non solo le variazioni urbanistiche ma l’economia generale. Pertanto è necessario rielaborarlo in modo razionale, chiaro e conciso e corrispondente alla realtà dei luoghi, il tutto per tutelare non solo il paesaggio ma anche le vite dei cittadini e lo sviluppo economico. Le considerazioni esplicitate sono state confermate nella riunione dei Sindaci dei comuni colpiti dal sisma a Rieti il 21/09/2019 nella quale, disperati per l’inerzia burocratica hanno richiesto la deroga a tutte le norme urbanistiche per effettuare in tempi rapidi la ricostruzione e ridare la vita ai cittadini e alle economie locali(in pratica per questi sindaci il p.t.p.r. non deve esistere). (Nota a firma del consigliere comunale di Isola del Liri Mauro Tomaselli)
